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Il caso scie chimiche PDF Stampa E-mail

4 luglio 2008

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Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore.

Mi permetto di segnalare alla attenzione dei frequentatori del sito, al fine di un’efficace quanto rapido PASSAPAROLA, il fenomeno che sta accadendo anche nei cieli italiani e del quale la gente sembra proprio non accorgersi.
Si tratta degli strani, numerosi e sistematici passaggi fuori rotta di aerei (cisterna), sicuramente americani, che rilasciano nei nostri cieli lunghissime scie bianche intrecciantesi tra loro, che non ricordano certo le classiche scie che tutti siamo abituati a vedere.
Tali scie sono state definite “scie chimiche” (chemtrails)  per differenziarle dalle “scie di condensazione”, quelle “classiche”, per intenderci.
Queste ultime si formano sopra gli 8000 metri, in particolari condizioni di temperatura e umidità; le chemtrails invece si notano a quote decisamente più basse (3/4000 m.) dove cioè non dovrebbero e non scompaiono rapidamente come le altre; anzi permangono a lungo e a poco a poco si allargano formando una velatura che nel giro di qualche ora prende consistenza, fino a diventare una uniforme e artificiale coltre lattiginosa (“plasma”) che copre il cielo a 360°, con grossa o totale riduzione dell’irraggiamento solare.
In Rete è possibile documentarsi in modo veramente approfondito sia digitando semplicemente “scie chimiche”, in qualsiasi motore di ricerca, sia visitando i siti specializzati che voglio segnalare : luogocomune.net; sciechimiche.org; ecplanet.com;   sciesardegna.it;  tankerenemy.com.  Tra i tanti filmati che riprendono il fenomeno ce n’è uno particolarmente significativo che si trova su YOU TUBE digitando “San Severo Griglia Scie Chimiche”. Avverto che esistono anche siti “detrattori” appositamente creati per tentare di sminuire la gravità del fenomeno.
Poiché all’incirca da metà maggio a metà giugno tale fenomeno è stato particolarmente imponente anche nel cielo sopra la mia zona di residenza (Macerata) ho denunciato la faccenda a varie Autorità, Enti e Istituzioni, ma non ho ottenuto nulla, se non una risposta dal Min. Difesa che asserisce banalmente che l’Aer. Mil. It. non ha in dotazione aeromobili dotati di apparecchiature di irrorazione di sostanze chimiche e mi ha rimandato a una vecchia risposta (2005) del Ministro Martino a un’interrogazione parlamentare (dell’on.le Galante) che è vaga, non chiarisce nulla in merito e anzi nega l’esistenza di tali scie.
Segnalo che di interrogazioni parlamentari ne sono state fatte molte sia nei vari parlamenti nazionali sia in sede UE, ma dagli organi ufficiali non è giunta mai una risposta plausibile.
Dal momento che nessun ente governativo ha mai confermato l'esistenza delle chemtrails, dichiarato lo scopo del loro utilizzo e da quanto tempo vengono adoperate, molti ricercatori hanno iniziato a indagare e a raccogliere indizi e informazioni utili per comprendere questo fenomeno.
In base ad analisi effettuate pare che le scie chimiche contengano sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti.
Nelle zone del mondo dove queste irrorazioni sono state effettuate (la prima cittadina è stata Espanola (Canada) i cui cittadini si sono ribellati per fermare tale attività), è stata rilevata l’eccessiva presenza di tali sostanze nocive  nell’acqua, nelle polveri e nel terreno. Ciò è avvenuto anche in varie parti d’Italia (a dimostrazione del fatto che il nostro è Paese a SOVRANITA’ LIMITATA).
Non è difficile immaginare il perché quelle scie nel cielo siano state chiamate "scie chimiche". Che l’uomo possa modificare il clima è cosa ormai nota : è del 1998 un servizio di Report/Rai3 nel quale il dr. Pier Luigi Ighina (ex collaboratore di Marconi) dal giardino di casa sua ha letteralmente fatto rasserenare un cielo completamente nuvoloso (sotto l’apparecchiatura era sistemato un deposito di quintali di finissima polvere di alluminio tesa ad amplificare l’effetto delle onde elettromagnetiche “sparate” verso il cielo).
Le ipotesi più accreditate alle quali studiosi, ricercatori e scienziati avanzano sugli scopi delle chemtrails sono:
- controllo climatico;
- implicazioni militari e di H.A.A.R.P. (progetto del Dip. Difesa USA, coordinato dalla Marina e dall'Aviazione = High-Frequency Active Auroral Research Program) compresa l’ipotesi di generare siccità o cataclismi ; modificazioni genetiche (tramite la diffusione di nanoparticelle biotech);
- coinvolgimento delle multinazionali (farmaceutiche, OGM, acqua, ecc.);
- depopulation.
Prima di scartare a priori tali ipotesi (anche quelle da brivido) è consigliabile un'attenta lettura della documentazione su cui esse si basano : un'ipotesi non esclude necessariamente l'altra. Conoscere alcuni retroscena è utile per capire i motivi perché si è giunti a formularle. Pur non potendo sapere con certezza l’esatto contenuto delle chemtrails, l’esatto scopo del loro impiego, la data esatta in cui sono state ideate, sperimentate e successivamente irrorate nei nostri cieli esistono molti indizi che portano verso determinate considerazioni che dovrebbero indurre a una certa preoccupazione:  sono scie formate da composti chimici, dannosi per l’ambiente e per la nostra salute - vengono utilizzate presumibilmente per scopi militari e in relazione al progetto HAARP - il fenomeno è iniziato ad emergere verso la metà degli anni '90; - le sperimentazioni sono iniziate negli anni precedenti - l'irrorazione si è intensificata all'inizio del nuovo millennio - esiste una ampia campagna di disinformazione atta a oscurare il fenomeno - è in atto una campagna di “assuefazione” al fenomeno, tesa a far apparire “normale” quello che non lo è affatto.
La ricorrente presenza di messaggi subliminali in varie recenti pubblicità, cartoni animati, video-giochi (e questo la dice lunga sulle prospettive future delle prossime generazioni) e addirittura (non sono il solo ad esserne convinto) sulla sigla del TG1, non fa altro che avvalorare l’idea che si stia preparando qualcosa che non bisogna sapere, ma a cui ci si deve abituare.
Non vorrei sbagliarmi, ma credo che lo stadio di realizzazioni di tali oscuri piani sia in fase molto avanzata e questo mi ricorda il “nuovo mondo” preconizzato da Aldous Huxley o a qualche forma di regime alla “1984” di Orwell.
Forse alla follia di alcuni non c’è limite, come pure non c’è limite all’altrettanto colpevole torpore delle masse inebetite, adagiate inconsapevoli nel proprio piccolo cortile pieno di contentini da consumare in fretta e attente esclusivamente alla loro misera saccoccia.
Gli effetti di tali azioni pare si stiano cominciando a rivelare, in maniera più o meno larvata (c’è chi mette in stretta relazione il contenuto delle scie chimiche con alcuni malati di “Morgellons”, la nuova malattia del secolo; anche l’on. Ciccanti nella sua interrogazione parlamentare del 2007 fa riferimento a un imprevisto aumento di malattie respiratorie e tumori nelle zone interessate dai passaggi aerei).
Ma anche a voler prescindere dalle ipotesi più nefaste, non mi spiego in base a quale diritto terreno o divino, chi fa e chi consente queste azioni si permetta di privarci del SOLE foss’anche per un solo minuto.
Ad ogni modo mi appello al senso critico che pervade questo sito quanto meno perché si allarghi il cerchio della consapevolezza riguardo a un fenomeno di tale portata (basta pensare ai costi di tali operazioni per desumere che la faccenda, per qualcuno, è degna di rilievo)
Nell’attesa che il folle treno deragli, proviamo almeno ad attutire la botta.
Alberto Micucci

 
Massimo Fini intervistato da Piero Ricca PDF Stampa E-mail

1 luglio 2008

 
Italia, crepa! PDF Stampa E-mail

29 giugno 2008

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La stampa di oggi riportava le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi riguardo il penoso malessere che, poverino, lo affligge in questa tormentata attesa di rinvii a giudizio e sentenze giudiziarie: "ho barche sulle quali non ho quasi mai messo piede, case che ho visto una volta sola, una famiglia che si gode la vita. Sono l'unico costretto a non avere tempo libero" (Corriere della Sera).
Intanto un ramo del parlamento ha approvato l'ignobile legge che rende immune lui e le più alte cariche dello Stato dalle indagini della magistratura (ignobile non perchè sia tale l'istituto dell'immunità in sè, ragionevole e necessario quando il potere politico poteva essere messo sotto ricatto da giudici asserviti al governo, roba dell'Ottocento; ignobile e inaudita perchè fatta su misura per salvare Silvio dai suoi guai di disinvolto imprenditore, lui che ora vorrebbe asservire le toghe all'esecutivo separando le carriere).
E' in ballo un'altra, vergognosa legge-bavaglio contro le intercettazioni, fatta apposta per nascondere i traffici da consorteria e da bordello che allignano copiosi nelle foresterie di potenti, e che va a genio a quella classe, irresponsabilizzata e predonesca, di banchieri e uomini d'affari che lucrano, manovrano e inciuciano coi "rappresentanti del popolo", servendosene come paggi di un potere senza controllo. Si profila una sospensiva dei processi che, in un colpo solo, mette uno sfacciato frego alle tonnellate di retorica sulla "sicurezza" che ci hanno propinato in tutte le salse, mai includendovi quei reati come la corruzione, gli abusi e le scelleratezze dei colletti bianchi non meno odiosi di scippi, furti, rapine e immigrazione clandestina di criminali comuni e stranieri dipinti come emergenza sociale (e Silvio, come prima di lui quello statista al caviale di Giuliano Amato, va ossequioso da Gheddafi a sborsare altri soldi che il Colonnello libico s'intasca senza diminuire di un sol uomo gli sbarchi sulle nostre coste).
Il dipendente della congrega bancaria internazionale, l'integerrimo presidente di Bankitalia Mario Draghi, continua senza sosta a sommergerci d'inviti alla crescita economica spiegando gli effetti nefasti della crisi dei mutui Usa, omettendo però di dirci che quella crisi e il marasma finanziario in cui perennemente viviamo sono il frutto purissimo delle scelte fatte da lui e dai suoi colleghi di Francoforte, Washigton e Pechino.
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, bontà sua, "si preoccupa" della "mancanza di dialogo" nel Paese. Ma quale dialogo, dio buono, quando nella penisola si moltiplicano le rivolte contro basi Usa, inceneritori, grandi opere devastatrici, Gomorre, abusivismi palazzinari, specchiati professionisti che fanno affari sulla pelle della gente (letteralmente: lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano è l'ultimo della serie), interi pezzi della società civile lottizzati da camorre private e partitiche, fino allo sfascio generalizzato di un senso comune velinaro e puttaniere che produce giovani la cui massima aspirazione è un posto da tronista in televisione.
Ci spremono perchè il petrolio sale. Ci rimproverano, neanche tanto velatamente, con servizi televisivi e articoli di giornale in cui gridano al declino perchè non riempiamo gli alberghi, non facciamo man bassa nei supermercati, non consumiamo abbastanza, non facciamo girare l'economia. Ci pisciano in testa ogni santo giorno blaterando di pace, democrazia universale, diritti del cittadino, nuovo ordine globale, Europa dei consumatori, deserto dei valori, sviluppo dei paesi poveri, libertà d'informazione, rispetto della natura e tutto il caravanserraglio di buonismi e ipocrisie che sono un modo per occupare la scena affogandoci di parole al vento.
Questa è l'Italia. Questo è il mondo in cui siamo avviluppati e che ogni persona sana di mente non può sentire come proprio. Questo è l'iceberg di un disagio profondo e capillare di cui a bagliori intermittenti ogni povero cristo si rende conto ma contro cui ci sentiamo impotenti. E questo è l'ennesimo articolo che scrivo con la penna intinta in una stanca e sudata indignazione. Gl'Italiani si meritano tutto questo. Così come i loro simili di un pianeta plasmato tutto sull'unico modello con l'unico ordine di massa "taci, lavora e non pensare". Il senso è morto. Non resta che il sesso, il gossip, i soldi e il miraggio della vita facile. Sapete che vi dico? Crepa, Italia.

Alessio Mannino

 
Il vescovo e il giornalista PDF Stampa E-mail

27 giugno 2008

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Circa un anno fa don Sante Sguotti, parroco di Monterosso (Pd), scoprì quant’è bella la gnocca, e andò a convivere con la donna che amava e da cui aveva avuto un figlio. Cosa pregevole per molti punti: perché la gnocca è bella davvero; perché almeno lui non è andato ad ingrossare la legione di suoi confratelli che, invece, insidiano i corpi e le menti di adolescenti e bambini; e perché, comunque, Cristo non si è mai sognato di chiedere ai suoi adepti un’assurdità così colossale come l’astinenza sessuale (nei Vangeli non se ne parla, come non si parla di tutte le balle che, nei secoli successivi, preti affamati di potere o al potere asserviti vi hanno costruito sopra. Conviene sempre ricordare che il celibato è un semplice Canone ecclesiastico, promulgato dal Concilio Laterano II nel 1139 ma rimasto praticamente inosservato fino alla Controriforma).
Attorno alla sua vicenda Don Sguotti scatenò un notevole casino mediatico. Figlio dei tempi anche lui, e perciò evidentemente anche lui cresciuto a pane e C’è posta per te, per alcuni mesi il baldo prete assurse agli onori della stampa: radio, tv, quotidiani, senza contare assemblee pubbliche, manifestazioni di piazza e piazzate varie. Cosa molto meno pregevole: perché non è di buon gusto, mai, fare mercato delle proprie scelte intime; perché comunque non è una novità; ed anche perché, in ogni caso, delle scelte sessuali di Don Sguotti, francamente, non ce ne frega niente.
Tra i giornalisti che seguirono il caso – e qui arriviamo all’oggi – vi fu anche Gianni Biasetto, inviato del Mattino di Padova, “cattolico praticante”, come lui stesso dice di sé. Ma giornalista, perbacco, e che dunque fece doverosamente ed onestamente il suo mestiere, dando conto in vari servizi della vicenda. Spentisi i riflettori sulla storia, Biasetto ha naturalmente continuato a fare il suo mestiere ed a vivere liberamente la sua fede, immemore però, evidentemente, del vecchio adagio che dice: “Scherza coi fanti e lascia stare i Santi”. Se infatti gli amori di Don Sguotti erano probabilmente per lui un dimenticato episodio del suo passato professionale, così non è stato per la Curia padovana, la quale se li era attaccati all’orecchio i servizi di quell’anonimo ma onesto giornalista.
Così, quando domenica 22 giugno Gianni Biasetto si è recato nella chiesa di Monterosso per assistere alla messa, è stato prima identificato pubblicamente dall’arcivescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, il quale poi lo ha preso per un braccio e lo ha accompagnato fuori dalla chiesa al suono di: “Tu (‘tu’? come si permette?! ndr) non puoi stare qui, qui comando io e adesso esci”. La storia potrebbe finire qui, ma lasciateci concludere con un paio di considerazioni.
Primo. Mattiazzo è di Padova, la città dove insegnò quel maledetto eretico di Galileo Galilei, ed evidentemente all’arcivescovo brucia ancora – è proprio la parola – di non poter accendere sotto il culo di Biasetto quel rogo che venne minacciosamente promesso al Pisano che si era permesso di pensarla diversamente dalla Chiesa. Secondo. Ci piacerebbe tanto, ma tanto, vedere se Mattiazzo, eroico defensor fidei, sarebbe altrettanto eroico ed intransigente se una mattina si presentasse in chiesa il sig. Berlusconi, divorziato, risposato con prole (e perciò, secondo la terminologia ecclesiastica ancora in uso negli anni Cinquanta, “pubblico concubino”), plurinquisito e artefice massimo della secolarizzazione imperante, e dunque, per tutte queste cose, esempio davvero dubbio di moralità cattolica. Ci permettiamo di dubitarne. E’ sotto gli occhi e le telecamere di tutti l’idillio tra il suddetto Berlusconi e il suo capo, il sig. Ratzinger, idillio che porterà al primo il sostegno politico incondizionato della gerarchia ecclesiastica, al secondo fiumi di denaro e di privilegi. Per la serie: nulla è più elastico della coscienza di un cattolico. Vero Eminenza?

Giuliano Corà

 
Repubblica berlusconiana PDF Stampa E-mail

23 giugno 2008

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In Italia "tutto è grave ma nulla è serio". A pensare così spesso ci si azzecca, anche se in questo motto si nasconde una arcinota tendenza nostrana all'autoassoluzione. Detto questo, nessuno può negare che il Paese viva un momento oggettivo di difficoltà, etico-culturale prima che economica. E se in un contesto sempre tragicomico si mette da parte per un attimo il lato ridicolo della situazione, la tragedia emerge in tutta la sua sinistra eloquenza. Tant'è che ci sono dieci elementi oggettivi che vanno presi in considerazione se si vuole capire quale sia la direzione, o la deriva, che si prospetta per il Paese.
Uno, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi gode di ampia maggioranza parlamentare fornitagli dal voto popolare. Questo gli dà una aggressività alla quale ci eravamo disabituati, forse. Lo stesso Berlusconi ha in cima alla sua agenda politica il mantenimento dei suoi asset economici. In questo senso ogni azione (si parla sempre di interventi rispettosi della legge, come le inchieste giudiziarie) che potrebbe configurare una perdita del suo monopolio televisivo, viene vista come il massimo pericolo. In modo così forte da piegare a questa finalità anche il lavoro del governo e quello del parlamento.
Due, Berlusconi sa che per combattere questa battaglia occorrono alleati forti, senza i quali nemmeno una ampia maggioranza parlamentare gli consentirebbe la benché minima tranquillità. Da questo punto di vista risultano evidenti le aperture verso Confindustria e verso certi settori del mondo bancario, come non va dimenticata la completa genuflessione verso la Cei. Alcuni esempi? Niente intercettazioni per i reati finanziari; nessun impegno per aumentare i controlli (e le pene) per la tutela del lavoro. Finanziamenti diretti o indiretti alle imprese e alla Chiesa cattolica nell'ordine di una ventina di miliardi annui. Proposta di legge affinché ci sia l'obbligo per l'autorità giudiziaria di informare le autorità ecclesiastiche qualora si intercetti un ministro della chiesa.
Tre, la magistratura, che legittimamente lamenta una forzatura senza precedenti di pezzi dell'ordinamento giudiziario, deve a sua volta fare i conti con un sistema della giustizia moribondo: processi farraginosi e interminabili; un miliardo di euro all'anno lasciato per strada per sanzioni pecuniarie non riscosse; casi urlanti e diffusi di corporativismo. Difficoltà oggettiva nel colpire i magistrati inoperosi o che addirittura vìolano la legge. In questo quadro la magistratura si difende con molta difficoltà dagli attacchi del premier, proprio perché da decenni la sua casa non è mai stata il simbolo della efficienza e della trasparenza.
Quattro, la cosiddetta "luna di miele" tra Berlusconi e Walter Veltroni, leader del Pd, si è interrotta dopo un repentino cambiamento della linea editoriale del quotidiano Repubblica. Cambiamento successivo alla proposta dei pacchetti governativi per tagliare le intercettazioni e per rinviare i processi del premier. Si tratta di un passaggio delicato, quasi un segnale (è la mia personalissima ma radicata opinione) che qualche accordo segreto tra i maggior enti del Pd e la truppe del premier sia saltato. Ricordo che il finanziere Carlo De Benedetti, patron del gruppo Repubblica-Espresso, è tra i primi tesserati del Pd. Al contrario il Corriere della Sera, che al tempo dei furbetti del quartierino che lo volevano scalare inneggiava alle cimici, oggi è molto più filo berlusconiano, soprattutto per quanto concerne le intercettazioni. Come mai? Va peraltro detto che durante gli ultimi giorni la cronaca e un editoriale di Sergio Romano, che torna a scrivere in prima pagina, hanno in parte controbilanciato i corsivi dei berluscones Pigi Battista e Angelo Panebianco. Quali manovre in seno all'azionariato del Corsera sono in atto?
Cinque, la situazione economica del Paese è difficilissima. Servono provvedimenti draconiani, che per essere accettati da tutti dovrebbero colpire anzitutto quelle gigantesche rendite di posizione garantite per anni a industriali, finanzieri, banchieri, aficionados della politica, burocrazia pubblica, clientele, crimine organizzato. Pura fantascienza anche per la maggior parte degli analisti politici dei mainstream media, non certo dei Massimo Fini o dei Beppe Grillo di turno. I dati però preoccupano. Cala l'occupazione, cala il reddito delle famiglie che comprano sempre più a rate. L'emergenza rifiuti in Campania non è risolta e l'assurdità dei cicli industriali rischia di "campanizzare" altre regioni. Il prezzo dell'energia, carburante in primis, cresce. L'inflazione è una tassa occulta che sta silenziosamente cannibalizzando il potere d'acquisto e il tempo di vita degli italiani. I disastri della finanza swap e subprime hanno obbligato il sistema bancario europeo (e italiano) a bruciare decine di miliardi di euro nella fornace americana per evitare il tracollo del sistema bancario a stelle e strisce. E quelle risorse non potranno essere re-impiegate in Italia. I grossi nomi dell'imprenditoria italiana ormai fanno business solo con le concessioni di Stato o pubbliche (autostrade, inceneritori, frequenze tv, urbanistica, trasporti, multiutility; domani forse il nucleare?).

Marco Milioni

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Leggi ad personam, solita vergogna PDF Stampa E-mail

21 giugno 2008

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E siamo alle solite. Il governo si è insediato da nemmeno due mesi che già Berlusconi propone e impone la consueta legge "ad personam", fatta su misura per salvarlo da quelli che vengono pudicamente chiamati i suoi "guai giudiziari". È un dejavù. Ma questa volta la legge è talmente scombicchierata, sconclusionata, assurda, irragionevole, irrazionale, spudorata e, soprattutto, devastante per l'intero ordinamento giudiziario e per il convivere civile che si stenta a credere che due senatori abbiano osato proporla, un governo e un ministro della Giustizia l'abbiano fatta propria, una maggioranza l'abbia sostenuta e un Parlamento l'abbia approvata. Perché è una legge che non si è mai vista nè nel Primo nè nel Terzo Mondo e nemmeno all'altro mondo. Perché non sta nè in cielo nè in terra.
Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere. Un ulteriore emendamento intima ai magistrati di dare priorità, anche per il presente e il futuro, ai reati che hanno una pena edittale superiore ai dieci anni. La "ratio" di questi emendamenti è di "dare priorità ai reati che destano maggior allarme sociale". Perché non destano "allarme sociale" le rapine, i sequestri di persona, le estorsioni, gli stupri, le violenze sessuali, la bancarotta fraudolenta, la concussione, la corruzione, la corruzione di magistrati che non sono che una parte di quelli che rientrano nella norma che prevede la sospensione dei rispettivi processi e per alcuni dei quali la stessa maggioranza non fa che invocare la "tolleranza zero"? E non desta "allarme sociale" che un presidente del Consiglio abbia potuto corrompere un testimone, in due distinti processi, pagandogli 600 mila dollari perché mentisse, è esattamente il reato per cui l'onorevole Berlusconi è sotto processo davanti al Tribunale di Milano, e che rientra naturalmente fra quelli che verranno sospesi (reato attribuito al premier è, guarda caso, del febbraio 2001), e per il quale è stato organizzato tutto questo incredibile baradan? Senza contare che tutto ciò dilata ulteriormente i già lunghissimi tempi della giustizia italiana di cui tutti, a parole, lamentano, e che ne sono il vero cancro. E senza nemmeno mettere in conto che queste norme inaudite violano almeno tre principi fondamentali del nostro ordinamento, costituzionalmente garantiti: l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della Magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale. E che indicazioni ne trarranno, per il presente e per il futuro, i rapinatori, gli stupratori, gli scippatori, i topi d'appartamento, i bancarottieri, i concussori, i corruttori?
Un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona. Norme del genere avrebbero innescato una rivoluzione non dico in un qualsiasi Paese liberaldemocratico e occidentale, ma nel Burundi, nel Burkina Faso, nel Benin. E invece da noi stanno per passare tranquillamente salvo qualche ammoina dell'opposizione il cui leader, Walter Veltroni, ha affermato che "è stata strappata la tela del dialogo". Qui ciò che è stato strappato, anzi stracciato, è il diritto che riguarda tutta la comunità e non il rapporto con l'opposizione di cui potremmo anche fregarcene. Così come la questione non riguarda lo scontro fra Esecutivo e Magistratura. Riguarda noi tutti.
Che fare? Forse sarebbe stato meglio dar retta a un modesto suggerimento che mi permettevo di dare sul Tempo di Roma (che non è esattamente un quotidiano di sinistra) a metà degli anni '90, quando Berlusconi cominciò la sua devastante campagna contro la Magistratura italiana. E cioè, varare una norma del tutto speciale, sulla falsariga delle "Disposizioni transitorie e finali" che stanno in coda alla nostra Costituzione, e che recitasse, più o meno, così: "Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, le sue consorti, i suoi consanguinei e tutti i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono dispensati, per il passato, il presente e il futuro, dall'obbligo del rispetto delle leggi penali". Ci saremmo perlomeno risparmiati lo scempio di questi giorni.

Massimo Fini da ll Gazzettino 20 giugno 2008

 
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