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L'8 luglio PDF Stampa E-mail

14 luglio 2008

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La manifestazione dello scorso 8 luglio a Piazza Navona a Roma organizzata dalla rivista MicroMega, dagli intellettuali e dalla società civile genericamente chiamata “dei girotondi”, ha espresso né più né meno quello che era lecito aspettarsi dopo le recenti vicende del Governo Berlusconi e il comportamento dell'opposizione, Partito Democratico in testa.
Una delle cose emerse con maggiore virulenza nella stampa dell’establishment è stata la critica ai toni utilizzati, spesso molto pesanti, per illustrare i comportamenti di Napolitano, Veltroni e anche il Papa, oltre a quelli di Berlusconi. Tali toni sono stati pesanti certamente, ma il comportamento dei media ha riflesso esattamente la loro volontà, ovvero quella di disinnescare la portata della manifestazione. Concentrandosi sui toni utilizzati, e stigmatizzandoli, si è di fatto oscurato il contenuto stesso della manifestazione, che è stato invece molto interessante e ineccepibile dal punto di vista della protesta.
Una delegazione di Movimento Zero ha aderito ufficialmente alla manifestazione e vi ha partecipato, pur in assoluta autonomia rispetto agli organizzatori con i quali condividiamo talvolta – come in questo caso – le motivazioni che spingono alla protesta. Che è sacrosanta, visti gli sviluppi recenti del comportamento dei politici della casta.
Al di là dei toni utilizzati, pesanti, certamente, ma sicuramente non meno pesanti delle aberranti proposte politiche che provengono da Camera e Senato, i contenuti sono invece i punti cardine sui quali ragionare e sui quali infatti si è manifestato.
Dalla piazza è emersa, tra le altre cose, certamente una volontà di intervento nei confronti della falsa democrazia che attualmente vi è in Italia, ma dall’altro lato, e questa è la vera nota dolente per quanto riguarda la manifestazione stessa, non è emersa alcuna proposta politica.
Dare sfogo – giustamente – alle frustrazioni provocate dal sistema attuale è cosa impossibile da evitare per chiunque non abbia dato il cervello all’ammasso. Non avere una proposta politica – eccettuata quella debole e comunque interna al sistema attuale di Di Pietro, dunque disinnescata in se stessa – è però una grave lacuna che non permette di creare il giusto collante che servirebbe a creare qualcosa.
C’è di buono che in Italia la protesta monta, che tanta gente per fortuna non vuole rimanere in silenzio mentre Berlusconi e Veltroni compiono porcate, ma fino a che non si troverà un progetto culturale e politico esteso, fino a che a parlare saranno comici e cabarettisti in cerca di visibilità a guidare l’onda di protesta, difficilmente si potrà giungere ad avere una opposizione vera a quanto, sia a destra sia a sinistra, sta accadendo in Italia.

Valerio Lo Monaco

 
Carfagne d'Italia PDF Stampa E-mail

9 luglio 2008

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L'Italia intera è in trepida attesa. Da un giorno all'altro conosceremo la natura precisa delle prestazioni "istituzionali" che il ministro Mara Carfagna avrebbe concesso al premier: altro che salari miserabili, crisi energetiche e inflazioni galoppanti!
C'è chi si sbraccia urlando “vergogna” e chi loda il piglio maschio e virile del nostro insaziabile premier... Il sottoscritto, tranquillamente, se ne strafrega. L'Italia, del resto, è prodiga di carfagne, disseminate ben oltre l'arco parlamentare.
L'Italia è il paese con il piu' basso tasso di occupazione femminile in Europa.
Secondo il World Economic Forum l'Italia è all'84° posto su 128 nazioni nella classifica della parità dei sessi, dopo Zimbabwe e Thailandia: nell'area UE solo la Grecia è peggio di noi.
L'Italia tollera la vergogna delle gabbie salariali per appartenenza di sesso.
In Italia le donne non ricoprono ruoli di comando, 41° posto al mondo.
Se le carfagne italiane sono disabili, sono discriminate in quanto donne e in quanto disabili, due discriminazioni al prezzo di una...
Le violenze familiari nei confronti delle donne sono costanti negli anni, ma nessuno pronuncia la parola “emergenza”, quella va bene solo per le famiglie dei rom e dei musulmani.
L'Italia, il paese dove le politiche di sostegno alla famiglia e quindi principalmente alla donna-mamma sono infinitesimali (meno dell'1% del PIL), anzi diciamo pressochè assenti rispetto a Francia o Germania.
Italia,il paese del family day e della doppia morale, cocaina, fellatio, tabernacolo e redenzione. Il paese della trigamia e dei pacs ad personas, cioè solo per i parlamentari.
Italia, paese dove le giornaliste sono costrette a vestirsi come ballerine di lapdance...
Nazione conosciuta in tutto il mondo per la particolare prestanza dei suoi maschi, che non si tirano mai indietro, di fronte ad una bella donna: Mussolini e Berlusconi docet.
Paese dove, però, si parla di sesso, spesso, ma se ne fa sempre meno. Dove si registrano casi di impotenza tra giovani ventenni.
Una penisola ridente, monti, mare, arte, sessismo, omofobia e frustrazione latente.
Dove i nordici seguaci del priapismo federalista si permettono di fare le pulci ai nostri cugini islamo-fondamentalisti sulla condizione della donna, guarda un po'...
Al sottoscritto viene un dubbio un po' velenoso: che questa condizione così disarmante delle nostre carfagne nazionali, costrette a gimkane tra pannolini e pannoloni di vecchi statisti con tristi barlumi di potenza abbia a che fare con il caro Vaticano?
Vecchio caro eroe del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, tu che chiedevi a gran voce la "svaticanizzazione” dell'Italia, perchè non torni quaggiù per un paio di mesi?

Mauro Maggiora

 
Movimento Zero contro il bavaglio dell'informazione PDF Stampa E-mail

4 luglio 2008

Il prossimo 8 Luglio, a Roma, alle ore 18 in Piazza Navona, una delegazione di Movimento Zero parteciperà alla manifestazione organizzata dalla rivista MicroMega contro le "Leggi Canaglia" con le quali il Governo attualmente in carica sta tentando di distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l'architrave della convivenza civile, oltre che l'assunto fondamentale secondo il quale la legge è uguale per tutti.
Naturalmente, come sempre, Movimento Zero partecipa all'evento in modo del tutto autonomo e in modo del tutto avulso da qualsiasi appartenenza ai gruppi politici e/o di opinione che hanno organizzato la cosa. In questa circostanza specifica ci troviamo concordi con le motivazioni originali della manifestazione e pertanto ne prenderemo parte.

 
Il caso scie chimiche PDF Stampa E-mail

4 luglio 2008

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Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore.

Mi permetto di segnalare alla attenzione dei frequentatori del sito, al fine di un’efficace quanto rapido PASSAPAROLA, il fenomeno che sta accadendo anche nei cieli italiani e del quale la gente sembra proprio non accorgersi.
Si tratta degli strani, numerosi e sistematici passaggi fuori rotta di aerei (cisterna), sicuramente americani, che rilasciano nei nostri cieli lunghissime scie bianche intrecciantesi tra loro, che non ricordano certo le classiche scie che tutti siamo abituati a vedere.
Tali scie sono state definite “scie chimiche” (chemtrails)  per differenziarle dalle “scie di condensazione”, quelle “classiche”, per intenderci.
Queste ultime si formano sopra gli 8000 metri, in particolari condizioni di temperatura e umidità; le chemtrails invece si notano a quote decisamente più basse (3/4000 m.) dove cioè non dovrebbero e non scompaiono rapidamente come le altre; anzi permangono a lungo e a poco a poco si allargano formando una velatura che nel giro di qualche ora prende consistenza, fino a diventare una uniforme e artificiale coltre lattiginosa (“plasma”) che copre il cielo a 360°, con grossa o totale riduzione dell’irraggiamento solare.
In Rete è possibile documentarsi in modo veramente approfondito sia digitando semplicemente “scie chimiche”, in qualsiasi motore di ricerca, sia visitando i siti specializzati che voglio segnalare : luogocomune.net; sciechimiche.org; ecplanet.com;   sciesardegna.it;  tankerenemy.com.  Tra i tanti filmati che riprendono il fenomeno ce n’è uno particolarmente significativo che si trova su YOU TUBE digitando “San Severo Griglia Scie Chimiche”. Avverto che esistono anche siti “detrattori” appositamente creati per tentare di sminuire la gravità del fenomeno.
Poiché all’incirca da metà maggio a metà giugno tale fenomeno è stato particolarmente imponente anche nel cielo sopra la mia zona di residenza (Macerata) ho denunciato la faccenda a varie Autorità, Enti e Istituzioni, ma non ho ottenuto nulla, se non una risposta dal Min. Difesa che asserisce banalmente che l’Aer. Mil. It. non ha in dotazione aeromobili dotati di apparecchiature di irrorazione di sostanze chimiche e mi ha rimandato a una vecchia risposta (2005) del Ministro Martino a un’interrogazione parlamentare (dell’on.le Galante) che è vaga, non chiarisce nulla in merito e anzi nega l’esistenza di tali scie.
Segnalo che di interrogazioni parlamentari ne sono state fatte molte sia nei vari parlamenti nazionali sia in sede UE, ma dagli organi ufficiali non è giunta mai una risposta plausibile.
Dal momento che nessun ente governativo ha mai confermato l'esistenza delle chemtrails, dichiarato lo scopo del loro utilizzo e da quanto tempo vengono adoperate, molti ricercatori hanno iniziato a indagare e a raccogliere indizi e informazioni utili per comprendere questo fenomeno.
In base ad analisi effettuate pare che le scie chimiche contengano sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti.
Nelle zone del mondo dove queste irrorazioni sono state effettuate (la prima cittadina è stata Espanola (Canada) i cui cittadini si sono ribellati per fermare tale attività), è stata rilevata l’eccessiva presenza di tali sostanze nocive  nell’acqua, nelle polveri e nel terreno. Ciò è avvenuto anche in varie parti d’Italia (a dimostrazione del fatto che il nostro è Paese a SOVRANITA’ LIMITATA).
Non è difficile immaginare il perché quelle scie nel cielo siano state chiamate "scie chimiche". Che l’uomo possa modificare il clima è cosa ormai nota : è del 1998 un servizio di Report/Rai3 nel quale il dr. Pier Luigi Ighina (ex collaboratore di Marconi) dal giardino di casa sua ha letteralmente fatto rasserenare un cielo completamente nuvoloso (sotto l’apparecchiatura era sistemato un deposito di quintali di finissima polvere di alluminio tesa ad amplificare l’effetto delle onde elettromagnetiche “sparate” verso il cielo).
Le ipotesi più accreditate alle quali studiosi, ricercatori e scienziati avanzano sugli scopi delle chemtrails sono:
- controllo climatico;
- implicazioni militari e di H.A.A.R.P. (progetto del Dip. Difesa USA, coordinato dalla Marina e dall'Aviazione = High-Frequency Active Auroral Research Program) compresa l’ipotesi di generare siccità o cataclismi ; modificazioni genetiche (tramite la diffusione di nanoparticelle biotech);
- coinvolgimento delle multinazionali (farmaceutiche, OGM, acqua, ecc.);
- depopulation.
Prima di scartare a priori tali ipotesi (anche quelle da brivido) è consigliabile un'attenta lettura della documentazione su cui esse si basano : un'ipotesi non esclude necessariamente l'altra. Conoscere alcuni retroscena è utile per capire i motivi perché si è giunti a formularle. Pur non potendo sapere con certezza l’esatto contenuto delle chemtrails, l’esatto scopo del loro impiego, la data esatta in cui sono state ideate, sperimentate e successivamente irrorate nei nostri cieli esistono molti indizi che portano verso determinate considerazioni che dovrebbero indurre a una certa preoccupazione:  sono scie formate da composti chimici, dannosi per l’ambiente e per la nostra salute - vengono utilizzate presumibilmente per scopi militari e in relazione al progetto HAARP - il fenomeno è iniziato ad emergere verso la metà degli anni '90; - le sperimentazioni sono iniziate negli anni precedenti - l'irrorazione si è intensificata all'inizio del nuovo millennio - esiste una ampia campagna di disinformazione atta a oscurare il fenomeno - è in atto una campagna di “assuefazione” al fenomeno, tesa a far apparire “normale” quello che non lo è affatto.
La ricorrente presenza di messaggi subliminali in varie recenti pubblicità, cartoni animati, video-giochi (e questo la dice lunga sulle prospettive future delle prossime generazioni) e addirittura (non sono il solo ad esserne convinto) sulla sigla del TG1, non fa altro che avvalorare l’idea che si stia preparando qualcosa che non bisogna sapere, ma a cui ci si deve abituare.
Non vorrei sbagliarmi, ma credo che lo stadio di realizzazioni di tali oscuri piani sia in fase molto avanzata e questo mi ricorda il “nuovo mondo” preconizzato da Aldous Huxley o a qualche forma di regime alla “1984” di Orwell.
Forse alla follia di alcuni non c’è limite, come pure non c’è limite all’altrettanto colpevole torpore delle masse inebetite, adagiate inconsapevoli nel proprio piccolo cortile pieno di contentini da consumare in fretta e attente esclusivamente alla loro misera saccoccia.
Gli effetti di tali azioni pare si stiano cominciando a rivelare, in maniera più o meno larvata (c’è chi mette in stretta relazione il contenuto delle scie chimiche con alcuni malati di “Morgellons”, la nuova malattia del secolo; anche l’on. Ciccanti nella sua interrogazione parlamentare del 2007 fa riferimento a un imprevisto aumento di malattie respiratorie e tumori nelle zone interessate dai passaggi aerei).
Ma anche a voler prescindere dalle ipotesi più nefaste, non mi spiego in base a quale diritto terreno o divino, chi fa e chi consente queste azioni si permetta di privarci del SOLE foss’anche per un solo minuto.
Ad ogni modo mi appello al senso critico che pervade questo sito quanto meno perché si allarghi il cerchio della consapevolezza riguardo a un fenomeno di tale portata (basta pensare ai costi di tali operazioni per desumere che la faccenda, per qualcuno, è degna di rilievo)
Nell’attesa che il folle treno deragli, proviamo almeno ad attutire la botta.
Alberto Micucci

 
Massimo Fini intervistato da Piero Ricca PDF Stampa E-mail

1 luglio 2008

 
Italia, crepa! PDF Stampa E-mail

29 giugno 2008

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La stampa di oggi riportava le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi riguardo il penoso malessere che, poverino, lo affligge in questa tormentata attesa di rinvii a giudizio e sentenze giudiziarie: "ho barche sulle quali non ho quasi mai messo piede, case che ho visto una volta sola, una famiglia che si gode la vita. Sono l'unico costretto a non avere tempo libero" (Corriere della Sera).
Intanto un ramo del parlamento ha approvato l'ignobile legge che rende immune lui e le più alte cariche dello Stato dalle indagini della magistratura (ignobile non perchè sia tale l'istituto dell'immunità in sè, ragionevole e necessario quando il potere politico poteva essere messo sotto ricatto da giudici asserviti al governo, roba dell'Ottocento; ignobile e inaudita perchè fatta su misura per salvare Silvio dai suoi guai di disinvolto imprenditore, lui che ora vorrebbe asservire le toghe all'esecutivo separando le carriere).
E' in ballo un'altra, vergognosa legge-bavaglio contro le intercettazioni, fatta apposta per nascondere i traffici da consorteria e da bordello che allignano copiosi nelle foresterie di potenti, e che va a genio a quella classe, irresponsabilizzata e predonesca, di banchieri e uomini d'affari che lucrano, manovrano e inciuciano coi "rappresentanti del popolo", servendosene come paggi di un potere senza controllo. Si profila una sospensiva dei processi che, in un colpo solo, mette uno sfacciato frego alle tonnellate di retorica sulla "sicurezza" che ci hanno propinato in tutte le salse, mai includendovi quei reati come la corruzione, gli abusi e le scelleratezze dei colletti bianchi non meno odiosi di scippi, furti, rapine e immigrazione clandestina di criminali comuni e stranieri dipinti come emergenza sociale (e Silvio, come prima di lui quello statista al caviale di Giuliano Amato, va ossequioso da Gheddafi a sborsare altri soldi che il Colonnello libico s'intasca senza diminuire di un sol uomo gli sbarchi sulle nostre coste).
Il dipendente della congrega bancaria internazionale, l'integerrimo presidente di Bankitalia Mario Draghi, continua senza sosta a sommergerci d'inviti alla crescita economica spiegando gli effetti nefasti della crisi dei mutui Usa, omettendo però di dirci che quella crisi e il marasma finanziario in cui perennemente viviamo sono il frutto purissimo delle scelte fatte da lui e dai suoi colleghi di Francoforte, Washigton e Pechino.
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, bontà sua, "si preoccupa" della "mancanza di dialogo" nel Paese. Ma quale dialogo, dio buono, quando nella penisola si moltiplicano le rivolte contro basi Usa, inceneritori, grandi opere devastatrici, Gomorre, abusivismi palazzinari, specchiati professionisti che fanno affari sulla pelle della gente (letteralmente: lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano è l'ultimo della serie), interi pezzi della società civile lottizzati da camorre private e partitiche, fino allo sfascio generalizzato di un senso comune velinaro e puttaniere che produce giovani la cui massima aspirazione è un posto da tronista in televisione.
Ci spremono perchè il petrolio sale. Ci rimproverano, neanche tanto velatamente, con servizi televisivi e articoli di giornale in cui gridano al declino perchè non riempiamo gli alberghi, non facciamo man bassa nei supermercati, non consumiamo abbastanza, non facciamo girare l'economia. Ci pisciano in testa ogni santo giorno blaterando di pace, democrazia universale, diritti del cittadino, nuovo ordine globale, Europa dei consumatori, deserto dei valori, sviluppo dei paesi poveri, libertà d'informazione, rispetto della natura e tutto il caravanserraglio di buonismi e ipocrisie che sono un modo per occupare la scena affogandoci di parole al vento.
Questa è l'Italia. Questo è il mondo in cui siamo avviluppati e che ogni persona sana di mente non può sentire come proprio. Questo è l'iceberg di un disagio profondo e capillare di cui a bagliori intermittenti ogni povero cristo si rende conto ma contro cui ci sentiamo impotenti. E questo è l'ennesimo articolo che scrivo con la penna intinta in una stanca e sudata indignazione. Gl'Italiani si meritano tutto questo. Così come i loro simili di un pianeta plasmato tutto sull'unico modello con l'unico ordine di massa "taci, lavora e non pensare". Il senso è morto. Non resta che il sesso, il gossip, i soldi e il miraggio della vita facile. Sapete che vi dico? Crepa, Italia.

Alessio Mannino

 
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