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Il lasciapassare Ŕ il fine, non il mezzo PDF Stampa E-mail

13 Agosto 2021

 Da Appelloalpopolo del 10-8-2021 (N.d.d.)

I milioni di disoccupati italiani non sono colpa del destino cinico e baro. Sono il risultato di una classe politica che ci ha svenduti agli interessi dei grandi capitali (italiani ed esteri) attraverso la ricerca dolosa del vincolo esterno (SME, divorzio BdI/Tesoro, UE). Non è un caso se la disoccupazione italiana è sempre perfettamente in linea con quella indicata dalle infami regole europee (NAWRU e NAIRU). Se la UE dice che la nostra disoccupazione deve essere del 10% per impedire ai salari e all’inflazione di aumentare, la nostra classe politica ci impone riforme regressive del mercato del lavoro e più austerità. Se non si capisce questo, e cioè che abbiamo una classe politica che pur di tutelare gli interessi dell’1% più ricco è disposta senza remore a sacrificare la felicità, il futuro, addirittura la vita di milioni di italiani, allora non si riuscirà mai veramente a comprendere cosa è successo nell’ultimo anno e mezzo. Non scordiamoci che il prezzo altissimo pagato in termini di vite umane dall’Italia dipende anche e soprattutto dai tagli che questa classe politica ha fatto al SSN negli ultimi anni. Tagli che hanno portato alla chiusura di ospedali, alla riduzione dei posti letto, dei medici e degli infermieri. Tagli senza i quali avremmo potuto salvare migliaia di vite. Un omicidio economico, come lo hanno chiamato dei ricercatori inglesi. La gestione del Covid-19 è stata come quella delle precedenti crisi economiche: la politica ne ha approfittato per accelerare sull’agenda di spoliazione dei diritti e dei beni dei lavoratori.

In questo contesto vanno lette le misure restrittive e punitive legate al green pass. Commette un grande peccato di ingenuità, nella migliore delle ipotesi, chi pensa che il lasciapassare sia uno strumento legato all’interesse e alla tutela della salute pubblica. Il lasciapassare è il fine, non il mezzo. Lungi dal risolvere i problemi legati alla diffusione del virus, serve invece ad ammazzare la domanda interna e a facilitare quel processo di distruzione creativa tanto caro a Mario Draghi. Serve a tenere sotto controllo l’inflazione per far durare il più a lungo possibile il PEPP della BCE (altro che Recovery Fund). Serve a criminalizzare qualsiasi forma di dissenso della gestione sanitaria, sociale e politica dell’ultimo anno e mezzo. Serve a creare un nemico su cui far scaricare odio e frustrazioni a quella parte di popolazione che ha creduto che con la strategia messa in atto dal Governo saremmo usciti dallo stato emergenziale sconfiggendo definitivamente il virus. Serve, come e meglio del Jobs Act, a consentire discriminazioni sul posto di lavoro e licenziamenti. Serve a polarizzare come mai prima la società gettandola dolosamente in uno dei più violenti conflitti orizzontali dell’epoca recente. Per queste e per altre ragioni è doveroso non piegarsi ai ricatti di questa classe politica – come il lasciapassare – che da anni combatte la lotta di classe contro i lavoratori per conto di quell’1% di parassiti che campano di rendita sulle nostre spalle. Calpestando i sogni, le speranze e la vita di milioni di italiani.

Gilberto Trombetta

 
La coercizione liberale PDF Stampa E-mail

11 Agosto 2021

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 Da Rassegna di Arianna del 7-8-2021 (N.d.d.)

Gli stati, sotto certe condizioni di emergenza o urgenza, possono esercitare atti di imperio e coercizione sulla propria popolazione. La coercizione classica, ad esempio la chiamata alle armi a difesa della patria, era esercitata ad un tempo come chiamata etica ad uno sforzo di protezione dell'intera collettività e come assunzione di responsabilità del governante, che si faceva garante della giustezza (e della buona gestione) dell'iniziativa. Quest'assunzione di responsabilità, automaticamente implicita nell'atto di pubblica coercizione, non era priva di conseguenze: di fronte ad esiti nefasti di quell'iniziativa coatta i governanti erano chiamati a risponderne. Non a risponderne legalmente, con qualche forma di "responsabilità limitata", ma fisicamente, in prima persona. L'esito tipico delle sconfitte militari era, ed è, l'abbattimento dei vertici che hanno promosso l'azione, e spesso la loro fine ingloriosa o violenta.

Questa premessa ci permette di focalizzare su cosa c'è di indecente nella forma di "coercizione soft" connessa ad iniziative come il Green Pass. Se i nostri governanti fossero assolutamente sicuri di quello che stanno facendo, se fosse vero che l'unica strada per affrontare la pandemia in questa fase è la vaccinazione a tappeto, se fossero davvero certi - come dicono di essere - che l'operazione è del tutto sicura sul piano delle conseguenze per la salute dei cittadini, allora non ci sarebbe nessun problema a prendere la strada dell'obbligo universale. Questo creerebbe, come è giusto che sia, due gruppi ben definiti: quelli che si assumono la responsabilità delle decisioni e quelli che le decisioni le subiscono. Tutta la cittadinanza starebbe dalla stessa parte, sarebbe accomunata da un destino comune, ed eventualmente si potrebbe mobilitare in comune nel momento in cui qualcosa nella strada presa si mostrasse erroneo o esiziale. Ma - nonostante tutti i proclami - questa non è affatto la situazione reale. Ed è per questo che viene adottata la forma tipica della coercizione liberale: la coercizione dissimulata, recitata come se si trattasse di libera scelta. È importante vedere che si tratta di un modello classico, non di una recente escogitazione in occasione del Covid. Il modello liberale è quello che ti dice che se non vuoi lavorare per un tozzo di pane sei liberissimo di crepare di fame: è una tua libera scelta e nessuno ti ha costretto. Il modello liberale è quello che spacca sistematicamente la società in brandelli perché mette tutti in competizione con tutti gli altri, insegnando a vedere nel tuo vicino un avversario. Così, il modello della coercizione liberale applicato all'emergenza Covid è quello che ti dice che nessuno ti obbliga a vaccinarti, è una tua libera scelta. Certo, se non lo fai, o se non lo fai fare ai tuoi figli, beh, vi scordate il cinema, la palestra, il ristorante, il teatro, il bar, la piscina, il treno, l'aereo, l'università e spesso anche il lavoro. Però è una tua scelta e nessuno ti obbliga. Poi, è vero, a parte questo, se non lo fai vieni additato anche come un traditore, un nemico della patria, un cretino, un paranoico, un egoista, un ignorante e un perdente, alimentando l'odio o il disprezzo altrui. Però sia ben chiaro, puoi esercitare una libera scelta. E nel caso tu voglia esercitare la tua libera scelta, prenderti il tuo appuntamento, firmare una liberatoria, mostrando il tuo consenso (dis)informato, bene così. Ricorda che l'hai voluto tu.

Questa procedura consente al governante di trattare con la massima serenità qualunque azzardo. Chi se la sentirebbe di obbligare ad assumere un farmaco sperimentale un ragazzino o una donna in stato di gravidanza in mancanza di una schiacciante evidenza che le alternative sono peggiori? Ma con la forma di coercizione liberale il problema non si pone. L'obbligo a tutti gli effetti concreti sussiste, ma assume le vesti della scelta personale, di cui si fa carico chi sceglie. Se - Dio non voglia - tra un paio d'anni dovessimo scoprire che l'azzardo è andato male, che sussistono conseguenze rilevanti, chi pensate che sarà possibile chiamare a rispondere? Tra un paio d'anni gli stessi che oggi imperversano con disposizioni normative e certezze apodittiche saranno irreperibili. Chi sarà a curarsi dei suoi quattro alani nella tenuta in campagna, chi si godrà una pensione dorata, chi sarà stato promosso ad altro prestigioso incarico. Le eventuali lamentele, gli eventuali danni saranno risolti con un'alzata di spalle da nuovi "responsabili" e con qualche mancia di indennizzo estratta dall'erario pubblico. In ogni caso, anche se l'azzardo andasse a buon fine, o con danni collaterali non massivi, ne saremo usciti peggiori: il paese una volta di più spaccato, con un senso di impotenza diffusa e di irresponsabilità generale.

Andrea Zhok

 
Il green pass výola le leggi europee PDF Stampa E-mail

10 Agosto 2021

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 IL GREEN PASS È (GIURIDICAMENTE) FINITO PRIMA DI COMINCIARE perché #velodiceleuropa, quindi NON FATELO. Cerco di sintetizzarvela (attenzione alle date)

1 - il 22 aprile scorso, il vostro governo ha adottato il DL n.52 che ha introdotto, all'art.9, la "certificazione verde" meglio nota come green pass che impone pesanti restrizioni alle libertà personali e di circolazione (artt.13 e 16 Cost.)

2 - nel frattempo, il 14 giugno scorso, il Parlamento €uropeo e il Consiglio d'€uropa hanno adottato il Regolamento n.953 che, al paragrafo 36, stabilisce che "È NECESSARIO EVITARE LA DISCRIMINAZIONE DIRETTA O INDIRETTA DI PERSONE CHE NON SONO VACCINATE, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, COME I BAMBINI o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate O HANNO SCELTO DI NON ESSERE VACCINATE. Pertanto, il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l'uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, NON DOVREBBE COSTITUIRE UNA CONDIZIONE PRELIMINARE PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI LIBERA CIRCOLAZIONE O PER L'UTILIZZO DI SERVIZI DI TRASPORTO passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento NON PUO' ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE ISTITUISCE UN DIRITTO O UN OBBLIGO DI ESSERE VACCINATI"

3 - l'evidente contrasto con la normativa €uropea del DL 52 non viene corretto neanche in sede di conversione (nella Legge n.87 del 17 giugno scorso)

4 - se accorgono solo a luglio (per inciso, nella nota conferenza stampa del vostro premier Draghi neanche un cenno viene fatto alla circostanza FONDAMENTALE che il DL 52 viene RADICALMENTE emendato): per effetto dell'art.4, comma 1, lett. e), n.2), DL 23 luglio 2021, n.105, il comma 9 dell'art.9 del DL 52 viene interamente riscritto e trasformato nel seguente "Le disposizioni dei commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi OVE COMPATIBILI con i regolamenti (UE) 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021”

5 - ne discende che la vostra Certificazione Verde E' INCOMPATIBILE con quanto stabilito dal par.36 del Regolamento 953 sopra riportato poiché, istituendo tutta una serie di luoghi, eventi e servizi cui poter accedere solo col possesso di essa crea inevitabilmente, e deliberatamente, una DISCRIMINAZIONE ben precisa (che permane anche se, per avere il pass, si voglia ricorrere al tampone "sistematico", cioè uno ogni 48 ore, tale è la sua validità temporale, perché in questo modo si crea una disparità tra chi può permettersi tale spesa e chi no, in violazione dell'art.3 Cost.)

6 - è noto che i Regolamenti sono atti giuridici che si applicano automaticamente e in modo uniforme a tutti i paesi dell’UE non appena entrano in vigore, senza bisogno di essere recepiti nell’ordinamento nazionale (ex multis: Corte Cost. n.163/1977)

7 - i cittadini e più ancora gli esercenti, laddove sanzionati, possono rivolgersi al giudice che deve fare applicazione della norma comunitaria sovraordinata e disapplicare quella che prevede la sanzione, annullando quest'ultima (ex multis: “le norme comunitarie provviste di efficacia diretta precludono al giudice comune l’applicazione di contrastanti disposizioni del diritto interno quando egli non abbia dubbi in ordine all’esistenza del conflitto”, Corte Cost. n.170/1984)

8 - i medesimi principi possono essere applicati anche alle costrizioni imposte ai sanitari e, ora, al personale scolastico

Salvatore Morra

 
No vax e no brain PDF Stampa E-mail

9 Agosto 2021

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 Da Appelloalpopolo del 6-8-2021 (N.d.d.)

No vax sarebbero coloro che hanno avuto il covid, si sono negativizzati e reputano di non correre alcun rischio serio, sicché possono attendere mesi o anni per vaccinarsi o non vaccinarsi mai. Sarebbero i minori di 40 anni, senza patologie precedentemente diagnosticate, che sanno che in un anno (fino a fine febbraio 2021) sono morte 50 persone sane con meno di 40 anni, e considerano il rischio da covid inferiore al rischio da vaccini, non solo in considerazione degli effetti immediati ma anche per quelli a medio e lungo termine che rimarranno ignoti per anni. Essi credono perciò di avere almeno un decennio per decidere se vaccinarsi o meno. Sarebbero i minori di 40 anni sani che sanno che nel 2019 sono morte più di 1400 persone con meno di 40 anni per incidente stradale e vogliono continuare ad andare in autovettura, o quelli che sanno che ogni anno muoiono quasi 300 ciclisti, e vogliono continuare ad andare in bicicletta, correndo i rischi che hanno sempre corsi, sapendo che sono, rispettivamente, 28 e 6 volte superiori a quelli che derivano dal covid. Sarebbero le persone sane che hanno meno di 50 anni e che sanno che sono morte in un anno (fino alla fine di febbraio 2021) meno di 200 persone sane che avevano meno di 50 anni e quindi, per ora, preferiscono rischiare e verificare per uno o due anni, o magari quattro o cinque, efficacia e rischi dei vaccini autorizzati condizionatamente. Sarebbero i medici e i cittadini che considerano preferibili cure immediate a un vaccino autorizzato condizionatamente. Sarebbero le persone incerte, infastidite dalla propaganda vaccinale: è la propaganda che le spinge a non vaccinarsi. Sarebbero i genitori che non intendono vaccinare i figli, perché pensano che corrano rischi insignificanti, vicini allo zero. Sarebbero gli anziani che hanno ben vissuto la vita, sono ormai parecchio acciaccati e dubitano se sia meglio rimanere allettati e incontinenti per un paio di anni, rinchiusi in una RSA o morire per covid. Sarebbero malati di tumore, che hanno subito di recente l’operazione, non hanno recuperato peso, si sentono vicini alla fine e sanno che alcune persone nella loro condizione sono morte dopo 10 giorni dal vaccino. Sarebbero coloro che hanno una concezione, diciamo pure fanatica – ma quanti fanatismi esistono, che fanno più male o che testimoniano masochismo e stupidità assolute? si pensi agli europeisti, che non abbiano rendite finanziarie o redditi molto alti, che derivino dagli scambi con l’estero o anche agli ingenui democratici-europeisti – della purezza naturale del proprio corpo, non usano, nella misura del possibile, la medicina occidentale e non disdegnano di sfidare la malattia, se il destino volesse che si ammalino. Sono gli imbecilli che fanpage seleziona nelle sue interviste.

Ecco, chi accomuna tutte queste persone nella mega categoria dei NO VAX è chiaramente NO BRAIN.

Stefano D’Andrea

 
Controllo dei cittadini a un livello mai raggiunto prima PDF Stampa E-mail

7 Agosto 2021

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 Da Comedonchisciotte del 5-8-2021 (N.d.d.)

La situazione odierna mi pare molto grave e sarebbe importante capire cosa sta succedendo nel mondo. Sfortunatamente è difficile farsene un’idea sicura, soprattutto per mancanza di informazione, ma voglio comunque provare a tracciare una ricostruzione per grandissime linee degli eventi che hanno portato all’attuale catastrofe covid.

Mi sono fatto l’idea che il primo dei due avvenimenti chiave della storia recente, sia stato la caduta dell’Unione Sovietica. Quando gli USA si sono resi conto di essere inaspettatamente rimasti la sola superpotenza al mondo, hanno concluso che la cosa più importante era impedire a qualunque altro attore globale di contendergli il primato. Questo scopo è stato ricercato attraverso una serie di iniziative, la prima, la più ovvia, era la neutralizzazione di Russia e Cina. La Cina di Deng e successori è subito sfuggita di mano e con i fatti di Tien an Men ha chiarito che non avrebbe permesso all’occidente di colonizzarla di nuovo. La Russia ha sperimentato la colonizzazione americana per tutti gli anni 90, subendo disgregazioni sociali e territoriali terribili, ma poi il vecchio apparato di potere è riuscito a riportare il controllo in ambito nazionale e a rilanciare la nazione con un leader credibile e abile, Vladimir Putin. L’unica altra zona del mondo che avrebbe potuto minacciare l’egemonia americana era l’Europa che doveva pertanto essere mantenuta sotto controllo. Lo strumento principale a questo fine era ed è la NATO, che invece di essere sciolta per mancanza di scopo militare, è stata rafforzata e allargata ed ancora oggi svolge egregiamente il suo compito di controllore dell’Europa. Anche la politica di immigrazione di massa serve a indebolire l’Europa disomogeneizzando la composizione etnica, nonché distruggendo i diritti conquistati dai lavoratori europei attraverso il marxiano “esercito di lavoratori di riserva” e la sostituzione della conflittualità sociale con quella tra etnie, cosa da sempre successa negli USA. L’altra grande politica estera americana è stata chiamata globalizzazione e consiste sostanzialmente nell’imporre senza indugi o adattamenti il modello sociale ultraliberista americano in tutto il mondo.

Il secondo avvenimento chiave, è stato lo sviluppo di dispositivi elettronici portatili chiamati cellulari che la gente adora portarsi appresso in ogni luogo e che, unito alla creazione di una rete mondiale interconnessa, dei grandi colossi informatici, e dei cosiddetti social media , hanno permesso di portare ad un livello mai raggiunto prima nella storia la sorveglianza ed il controllo di tutti i cittadini, tanto da consentire di progettare un vero salto di paradigma dell’organizzazione sociale, rendendo obsoleti, tra l’altro, gli stati nazionali, le democrazie liberali, il welfare state e la classe media (specie quella odiata dell’Europa occidentale: ma è mai possibile che un pidocchioso impiegato europeo possa permettersi una vacanza ai Caraibi? E allora noi, che siamo ricchi a fare?). Il controllo della rete informatica è stato in parte delegato a società private, comunque con sede negli Stati Uniti e sotto il controllo dell’apparato di potere americano, per consentire maggiore libertà di manovra e indurre minori sospetti. Il medesimo apparato, inoltre, per poter mantenere e ingrandire le sue dimensioni amministrative, industriali e militari, aveva bisogno di un nemico esterno che sostituisse i defunti comunisti. La scelta ricadde sul terrorismo islamico, che l’apparato stesso aveva contribuito a creare a scopo antisovietico e sembrava perciò affidabile e innocuo. E col terrorismo islamico sono stati costruiti spettacoli memorabili, Hollywood si è superata: aerei che colpivano due torri e ne cadevano tre, armi letali dentro provette agitate all’Onu, turisti che mescolando a bordo acqua minerale San Pellegrino e Ferrarelle fanno saltare gli aerei, truppe speciali che organizzano funerali islamici in mare senza mai mostrare il cadavere: roba straordinaria insomma. Ma in realtà la materia prima era debolina: diciamoci la verità, quei quattro spelacchiati con la kefiah non erano credibili come nemici invincibili della più grande potenza della galassia e restava pur sempre vero che era più facile rimanere vittime di un meteorite in caduta libera dritto sulla zucca, che di un attentato terroristico. Infine, con l’irresistibile emergere della potenza cinese e con il riarmo della Russia, un nemico decente è stato ritrovato: purtroppo, però, questo nemico era in grado di minacciare davvero l’egemonia americana. Con il prestigio dell’impero in declino, per impaurire l’opinione pubblica, convincerla di avere bisogno di un protettore globale, compattarla attorno ad esso e possibilmente raggiungere il nuovo paradigma sociale intravisto grazie alle possibilità offerte dall’elettronica, sì è tentato perciò di giocare anche altre carte, ad esempio quella ambientalista, sottraendo l’argomento alla controcultura vagamente antagonista che fino ad allora lo aveva gestito, e si è tentato inoltre, probabilmente più volte, di creare un’emergenza sanitaria, partendo o meno (chi può dirlo), da un evento naturale. Ed ecco la SARS, la MERS, l’influenza suina e quella aviaria con i loro miliardi di inutili dosi di vaccino. Hollywood, che è sempre un buon indicatore dell’aria che tira, faceva da tempo film catastrofici a base di virus letali. Nell’inverno 2019\2020, uno di questi tentativi (forse con la complicità della Cina?), è infine riuscito: ed eccoci arrivati al covid.

Se il covid è il nuovo nemico esterno designato, ne consegue che non può essere mai definitivamente sconfitto, altrimenti ne occorrerebbe un altro (ricordate la guerra infinita al terrore di bushiana memoria?), per cui la situazione non può che trascinarsi per le lunghe con alti e bassi. Cavalcando una pandemia che è reale, ma molto meno pericolosa delle misure adottate per contenerla, si vogliono ottenere diversi fini. Tra cui, di sicuro, il citato cambio di paradigma, attraverso la sorveglianza ed il controllo di ogni individuo da parte di un potere opaco, impersonale e transnazionale in una misura mai sperimentata prima. I dispositivi necessari già ce li portiamo tutti gelosamente addosso, il covid dà l’occasione di moltiplicarne le funzioni e renderli assolutamente indispensabili alla vita sociale.

Con opportuni “permessi” da ottenere compiendo determinati atti, sarà possibile dirigere in tempo reale ogni individuo negandogli o consentendogli di vivere o vivacchiare a seconda di come si comporta, di cosa crede, di cosa pensa, di cosa si inietta. Quale governo non farebbe carte false per ottenere questo? Il nostro, infatti le fa. Una volta introdotto il lasciapassare, e sta avvenendo proprio in questa estate 2021, esso potrà essere implementato all’infinito con autorizzazioni ad esistere da rinnovare a scadenza periodica. Per poter fare cose anche semplici, come uscire di casa, lavorare, andare al ristorante, spostarsi dal proprio comune, viaggiare più lontano, respirare senza maschera, eccetera, cose che fino ad ora erano libere per tutti, tranne i detenuti, potrebbe occorrere un permesso che sarà elargito al prezzo di determinate azioni. Intanto si comincia dalla vaccinazione, una volta completata, ci sarà probabile un nuovo richiamo, un nuovo vaccino più evoluto, una nuova variante. Poi, a seguire, qualche altro permesso legato magari alle emissioni carboniche o a qualsiasi altra cosa possa servire. Il gioco è progettato per durare: vi pare che abbiano messo su un baraccone di questa portata per pochi mesi? La guerra al terrore, per quanto ridicola fosse la sproporzione delle forze, è durata vent’anni e, sia pure in tono minore, è ancora in corso. In questa estate 2021, è emersa una fretta inaspettata. Perché tanta fretta di concludere la vaccinazione? Tutti quelli non troppo rincoglioniti dalla propaganda, si aspettavano l’introduzione di nuove restrizioni, pene e minacce, ma solo in autunno: perché questo anticipo? Una ragione potrebbe essere che in estate la gente tende ad essere meno combattiva: va in ferie. Un’altra il fatto che ad ottobre inizierà la stagione delle malattie parainfluenzali, e se il 70% o più della popolazione sarà vaccinato e quindi immune secondo la narrativa ufficiale, il numero dei morti, dei contagiati, delle ospedalizzazioni dovrà calare almeno del 70%. Non si scappa. Altrimenti sarà messa in dubbio l’efficacia dei vaccini e sarà di conseguenza più difficile convincere i restanti a vaccinarsi. Del resto già adesso è in corso un imprevisto aumento estivo dei contagi che l’anno scorso, senza che la metà della popolazione fosse vaccinata, non si è verificato. Probabilmente è questa la ragione della fretta. Tra un po’ l’inefficacia della vaccinazione potrebbe diventare evidente. In questo modo hanno intanto già creato un solido nemico interno, sempre indispensabile alle dittature, nella fattispecie i novax, cui dare la colpa per tutto ciò che inevitabilmente non funzionerà. Con logica ferrea, si dirà che se il vaccino non funziona, è colpa di chi non lo ha fatto. Chi ha il monopolio dell’informazione, se ne infischia della logica. D’altra parte, se la logica fosse un argomento valido, non si raggiungerebbe l’imbecillità di gregge. A suo tempo poi, ci sarà da far pagare i costi del generoso salvataggio del popolo. Ci sarà da ripianare i deficit spaventosi creati dagli stati per la campagna covid, ovviamente molto più costosa di quanto sarebbe stato mantenere integra la vecchia sanità pubblica. La differenza, essenziale, è che i profitti vaccinali vanno alla Pfizer, quelli che crea la sanità pubblica sono distribuiti alla popolazione: l’uso peggiore che si può fare dei soldi per l’ideologia corrente. Quindi il rimborso per i vaccini, i vaccinatori, le mascherine, i banchi a rotelle e i monopattini, sarà richiesto a tutti i cittadini, metropolitani e coloniali, tranne, naturalmente la ristrettissima élite dei salvatori.

E la Russia e la Cina che ruolo giocano in tutto questo? Un ruolo, io penso, quanto mai ambiguo. Non credo che dovremmo attenderci appoggi politici di sorta da questo lato: quelli non se ne fanno di nulla dei viziati popoli occidentali. Anche a loro, certamente, piacerà la possibilità di controllo e sorveglianza che il nuovo paradigma sociale in costruzione offre. Di certo cercheranno anche di approfittare dell’enormità del disastro che sta travolgendo l’occidente, ma solo a loro vantaggio. Nel medio periodo vedo un occidente, sempre più autocratico, impoverito dalla distruzione della classe media e di interi rami industriali, che si avvita su se stesso e la Cina, che autocratica già lo è, continuerà comunque a sostenere l’aumento del benessere interno che le porta consensi, e ne uscirà facile vincitrice. Tutto sommato questa mi pare una ricostruzione ragionevole degli eventi che hanno portato alla situazione attuale. Ma ammettiamo pure che sia vera, invece, la ricostruzione ufficiale, quella che ci propone a reti unificate la televisione e i suoi professoroni che ci paragonano a sorci. D’altra parte persino un gentiluomo di tal fatta potrebbe avere ragione. I dati sulle vaccinazioni a fine luglio ci dicono che: Il 51,6% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. Il 11,8% è in attesa di seconda dose. Complessivamente – contando anche il monodose e i pre-infettati che hanno ricevuto una dose – è almeno parzialmente protetto Il 63,4% della popolazione italiana. Considerando solo gli over 12, oggetto della campagna vaccinale, la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 70,3% mentre il 57,2% è completamente vaccinato (fonte: https://lab24.ilsole24ore.com/vaccinazioni-mondo/). Il generale Figliuolo, d’altra parte, ci assicura che ogni giorno vengono vaccinate 500.000 persone: in 10 giorni sono 5 milioni, in un mese 15 milioni. Siamo dunque in una botte di ferro: se il vaccino davvero funziona, Il problema pandemia è praticamente superato. Di qui a un paio di mesi rimarrà una piccola minoranza di non vaccinati: quelli che non si vaccinano per convinzione e quelli che non possono per malattie pregresse. Ma che importa? Tanto tutti gli altri sono protetti dal vaccino. Nei grandi numeri, non si arriva mai al 100%. E se muore qualche novax, be, non è per augurare il male a nessuno, ma ce ne faremo una ragione. Il problema, ripeto, è risolto: è quindi tempo di abrogare lo stato di emergenza e tutte le leggi eccezionali, come, seguendo la logica, ha fatto o provato a fare, Boris Johnson in Inghilterra. Però, non mi pare, che stia succedendo questo, anzi accade proprio il contrario, nuove e più severe misure vengono prese. Perché? Perché lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 dicembre se il problema è risolto? Figliuolo, parlaci, cosa sta succedendo?

Nestor Halak

 

 
Il potere reale Ŕ nella violazione della legge PDF Stampa E-mail

6 Agosto 2021

 Da Rassegna di Arianna del 2-8-2021 (N.d.d.)

Per la politica, gli affari e lo storytelling, il potere giudiziario è uno strumento troppo decisivo perché sia usato entro i vincoli della legalità. Il referendum esavalente per la giustizia proposto dal Partito Radicale e valorosamente spalleggiato dalla Lega ex Nord porterebbe a riforme assai opportune in linea di principio, soprattutto a quella della separazione delle carriere tra giudici e magistrati del PM; ma verosimilmente non produrrà mai più che un belletto, una finzione di riforma e una merce di scambio o ricatto politici. Infatti ciò che, tra tutti gli ostacoli e le coperture, è emerso da scandali quali, soprattutto, quello Palamara, e poi quello Amara (ma nell'ambiente si sapeva da molto tempo), è che la forma (metodo, cultura) italiana del potere reale, una forma massonico-mafiosa, è si estende anche ai vertici, e non solo ai vertici, dell'apparato giudiziario. I magistrati non associati ad essa sono la grande maggioranza, ma il potere reale sulla giustizia non è nelle loro mani: ovviamente, a dare potere reale è la violazione della legge, la capacità materiale di compiere i soprusi e spartire i privilegi, non il rispetto delle regole, il quale al contrario eguaglia tutti. Questo è un punto fondamentale: il potere di fatto, che poi diverrà di diritto, si acquisisce in quanto si riesce a fare la differenza, cioè si riesce a distribuire vantaggi e svantaggi che in base alla legge non spettano, e si costruisce così un sistema di clientele e intimidazioni che inducono gli altri, magistrati o altro che siano, ad obbedirti. Questo è ciò che è apparso nel caso Palamara e che emerge nella malagiustizia come nella malapolitica in generale: in Italia il potere pubblico funziona così e che descrissi nel mio saggio Le chiavi del potere (2002, terza edizione 2019). Il potere giudiziario è usato per indirizzare la politica eliminando i leaders scomodi e coprendo le malefatte di quelli allineati ai grandi disegni, soprattutto internazionali. Orbene, voi credete che i precisi e forti interessi organizzati che gestiscono questo sistema si lasceranno tagliare gli artigli da un referendum?

Gli ingenui, quelli veri e quelli finti, oggi proclamano che bisogna erigere un muro per separare la magistratura dalla politica. Ma molti magistrati, specie quelli più attivi nel loro sindacato ANM, sono politicizzati da sempre e non rinunceranno mai a far politica da magistrati: il fatto stesso che l’ANM è composta di correnti, cioè di fazioni, che portano avanti non differenti teorie filosofiche, ma interessi e idee politiche diverse, è una realtà innegabile, assieme al fatto che molti magistrati hanno sempre dichiarato di avere idee e obiettivi politici e di volersi coordinare tra loro per realizzarli. Sono dati storici e inveterati. Realtà che non si azzerano per legge. L’attività giudiziaria, perlomeno in Italia, nel complesso, non è super partes e sarà sempre esercitata con condizionamenti politici – l’importante è saperlo e poterlo dire senza tema di restare isolati e di venire puniti. L’idea del muro divisorio è per contro, palesemente, una sciocchezza. Buona invece è l’idea, sostenuta anche dal saggio Carlo Nordio, di usare il sorteggio per nominare le cariche interne alla Magistratura, come riduzione del male. Ma il migliore contro bilanciamento allo strabordare in politica e agli altri abusi del potere giudiziario, e altresì il miglior antidoto alla malattia mentale nota come “giustizialismo”, sta proprio nell’esser capaci di vivere la vita senza bisogno di credere che quel potere stia lì a difendere la legge; sta nel capire e accettare che esso opera in parte illegalmente a tutela di interessi illeciti e inconfessati; sta nella demistificazione di quel potere (e di ogni potere), nel fatto che l’opinione pubblica e i mass media arrivino a percepire il potere istituzionale nella sua realtà umana e interessata, e non più come una garanzia angelica di legittimità o di auto-correzione del sistema, dato che non lo è, essendo interno al sistema, alla sua cultura di potere, e non un quid qualitativamente indipendente da esso. Dalle rivelazioni e dalle indagini, quella struttura di potere che indicavo in apertura è apparsa unitaria e abbracciante tutti i poteri dello Stato: burocrazia, partitocrazia, giurisdizione. Al culmine dello scandalo Palamara, quando i vertici dell’organizzazione vennero smascherati, molti si aspettavano che Mattarella dicesse, con tutto il garbo istituzionale, due paroline che avrebbero costretto i vertici del Consiglio Superiore della Magistratura a dimettersi, ma non le ha dette, anzi ha tollerato che gli insabbiatori facessero il loro mestiere, fino a coprire quasi tutto. Non le ha dette, perché appunto egli sa che non si tratta di un difetto circoscritto e interno alla magistratura, ma è la forma e il metodo del potere in questo Paese, sicché non è possibile andargli contro. Si noti che il CSM è l’organo costituzionale che non solo assegna gli incarichi ai magistrati, ma anche decide sulle loro carriere, decide sulle accuse nei loro confronti (solitamente assolvendoli: solo il 2 per mille delle denunce ha seguito), organizza i concorsi a posti di magistrato, propone e perora le riforme del processo, etc. Quindi la qualità della sua gestione si trasmette a tutto l’apparato giudiziario, anche se la maggioranza dei magistrati non partecipa attivamente alle prassi che ora vengono alla luce, sebbene, restando questi allineati e ossequienti, possano godere di benefici notevoli e permettersi molte cose senza incorrere in conseguenze.

Per afferrare la serietà e l’ampiezza del problema, si dovrebbe leggere il libro Corruzione ad Alta Velocità - Viaggio nel governo invisibile, di Imposimato, Pisauro e Provvisionato (Koinè Nuove Edizioni, 1999). Questo libro è fondamentale perché descrive che cosa è e come funziona realmente lo Stato, l’establishment, giustizia compresa, col coinvolgimento in operazioni molto discutibili non solo dei vertici del potere statuale, ma anche di personaggi che, nell’immaginario popolare, erano già divenuti, e a tutt’oggi restano, simboli di moralità, legalità e garanzia. Gli autori rivelavano – pag. 20 – già allora, 22 anni fa, Mani Pulite come un’operazione diretta ad abbattere le forze politiche di riferimento della piccola e media industria, nonché dei lavoratori autonomi (nerbo del sistema socioeconomico italiano), in favore dei grandi gruppi finanziari-industriali, sposati dal PCI-PDS; e di una semplificazione maggioritaria del sistema partitico. Una gigantesca operazione di trasformismo dietro una facciata moralista e giustizialista. La preparazione per la cessione in massa degli assets nazionali a capitali stranieri, lanciata il 2 Giugno 1992 da bordo del panfilo Britannia, presente Draghi, cui subito seguì il crollo della Lira e l’avvio di Mani Pulite.

 Chi pensi a queste cose non può sperare granché dal referendum esavalente del Partito Radicale e della Lega ex Nord. Finché esisterà l’Italia, finché non verrà fagocitata da qualche organismo sovrannazionale o ripopolata con altre genti, questo tipo di potere continuerà a governarla con questi metodi attraverso qualsivoglia scandalo e riforma. Continuerà la lentezza dei processi, l’interferenza con la politica, l’affarismo con l’imprenditoria, il mercato delle sentenze. Le cointeressenze, come quella vanamente messa alla luce e denunciata da un mio cliente giornalista, il quale ha scoperto che tutti i magistrati che nella sua città trattano le cause di certe banche locali, hanno cointeressenze economiche con queste banche, direttamente o attraverso familiari. Una realtà che, da sommarie indagini, non mi pare sia ristretta a quella città, e che molto spesso vede le banche vincenti in fatto di usura e anatocismo anche quando non dovrebbero esserlo. Sia chiaro che gli arbìtri e il mercato delle sentenze continueranno dopo ogni riforma, probabilmente anche qualora si decidesse, per assurdo e onde tagliare davvero col passato e col ‘malcostume’, di sostituire tutti i magistrati con avvocati esperti presi da altri distretti. Continuerebbe perché è la mentalità e il costume italiano, inveterati, ultra-millenari, quello di considerare il potere come una cosa privata e propria, da usare innanzitutto per ricompensare chi ce la ha data, indi per fare i nostri interessi – coprendosi a vicenda e insabbiando, come sempre appunto avviene con gli scandali della giustizia. I politici che prendevano più preferenze quando c’erano le preferenze, erano i più clientelisti. Il senso di legalità, l’abitudine a praticarla, l’aspettativa che gli altri la pratichino, sono prossimi allo zero in tutti degli ambiti dello Stato. E il concorso di magistratura è materialmente organizzato in modo tale che i compiti scritti sono facilmente identificabili nei loro autori e gli esami orali… non ne parliamo.

E guardiamo alle innumerevoli riforme del processo già fatte, soprattutto di quello civile. Non hanno portato ad alcun miglioramento, innanzitutto perché non hanno inciso e non potevano incidere sugli interessi, sulla mentalità, sulla moralità, sulla laboriosità. Non si potrà mai correggere la cattiva qualità della giustizia italiana, perché essa corrisponde a precisi interessi sia interni che esterni all’apparato giudiziario. I gruppi di interesse organizzato, illegittimi nel loro operare e nella loro stressa esistenza, non consentiranno mai riforme che li privino dei loro privilegi pure illegittimi. Le riforme hanno quindi puntato, oltre che a fingere che una soluzione del problema fosse in arrivo, a scoraggiare la domanda di giustizia aumentandone i costi sia coll’imporre, in molti casi, una sorta di mediazione pressoché inutile ma costosa come condizione per fare la causa, sia col rincarare le tasse di iscrizione (contributo unificato) e moltiplicarle ex post punitivamente. Inoltre hanno da un lato esentato i giudici dal motivare in modo completo le loro decisioni, e dall’altro hanno ristretto le possibilità di appello e di ricorso in cassazione; il combinato effetto di queste due cose è stato di dare ai giudici la possibilità di decidere in modo meno trasparente e più arbitrario. Tali nefande riforme sono sicuramente un freno alla richiesta di giustizia, e limitano il numero delle cause, ma in un modo e in un senso perversi e incivili. Altro e meglio di questo il sistema Italia non consente di fare. Consente però di fare di peggio. Sviluppare una coscienza adulta, non utopista ma realista, della legalità e della giustizia (come pure della democrazia), significa capire razionalmente e accettare emotivamente che esse sono aspirazioni diffuse ma che esse, nel mondo reale, non esistono. Insomma, il potere politico non si regge su una legittimazione (rule of law, giustizia, democrazia) ma direttamente sulla sua fattuale capacità di farsi obbedire – con la forza, con l’illusione, rendendo la gente dipendente da sé stesso, e adoperando metodi contrari alle sue stesse leggi dichiarate: paradossalmente, si legittima con l’illegalità. Quel poco di legalità e diritti che riusciamo a ricavare dal sistema, anche noi avvocati, è ricavato da quel poco di legalità effettiva – una crosta – che esso deve concedere e praticare al fine di mantenere quella parvenza.

Marco Della Luna

 
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