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Esiste solo l'interesse nazionale PDF Stampa E-mail

9 Marzo 2020

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Da Rassegna di Arianna del 7-3-2020 (N.d.d.)

 

Comunque, persino per un euroscettico, la prova che sta dando di sé l'Unione Europea è inferiore alle più pessimistiche aspettative. Rispetto all'emergenza sanitaria ogni paese agisce in ordine rigorosamente sparso, ciascuno cerca di ottenere qualche piccolo vantaggio per sé e di guadagnare un po' di tempo, sperando di capitalizzare questi vantaggi comparativi a crisi passata. (La situazione emergenziale viene peraltro sfruttata come fattore di distrazione per cercar di far passare iniziative letali come il MES 2). Una volta di più il motto dell'Unione si dimostra essere "mors tua vita mea".

 

Il tentativo di addossare la "colpa" al vicino e di mostrarsi più affidabile (ai 'mercati') è praticato sistematicamente (qui il gioco giocato dalla Germania è oramai scoperto: ad oggi con 670 infetti ufficiali il sistema tedesco non ha dichiarato alcun decesso. A occhio e croce o i malati gravi vengono giustiziati un po' prima del decesso, oppure le autorità mentono come se non ci fosse un domani). Neppure la gestione di cose banali come il materiale sanitario necessario per il contenimento, come le mascherine, è minimamente coordinata e ciò palesa plasticamente a tutti (tranne al nostro ceto politico) che esiste solo l'interesse nazionale. Nel frattempo, i problemi relativi agli spostamenti migratori vengono trattati secondo un format oramai classico: accusando di inumanità chi regge l'urto, e stanziando un po' di fondi sottobanco per continuare a reggere l'urto esattamente come prima. L'essenziale è che il casino e la sporcizia restino lontani dagli occhi della borghesia benpensante centroeuropea, consentendole di continuare a sentirsi moralmente superiore. Lo specifico caso della Grecia, peraltro, grida vendetta al cielo. Il paese, dopo essere stato sottoposto a waterboarding finanziario per dieci anni, dopo aver visto la sua classe media scomparire, i pensionati raccattare nell'immondizia, la mortalità infantile esplodere, il sistema sanitario collassare, ora, mentre a tutto ciò si aggiunge un'epidemia globale, si trova ad affrontare un'invasione di centinaia di migliaia di disgraziati di varia provenienza, forse infiltrati da islamisti, e con dietro i corpi speciali turchi. In sostanza si tratta di un atto di guerra non dichiarata. E in questo contesto, l'Unione Europea, dopo aver spolpato la Grecia per 'dare l'esempio' (bisognava scoraggiare il 'moral hazard' diceva Schauble), dopo averla messo in ginocchio e alla mercé del nemico storico (formalmente Grecia e Turchia non hanno mai stipulato un trattato di pace), ora pensa di discuterne l'emergenza in termini di ammonimenti morali, magari tirando fuori qualche articolo dell'UDHR. (Spero per voi che non ci sia un Dio, altrimenti non vi vedo bene a fornire spiegazioni.)

 

L'Unione Europea si è dimostrata in questi anni e, tragicamente, continua a dimostrarsi anche oggi, politicamente utile quanto un frigorifero al Polo nord. Quanto alla dimensione economica, l'utilità sociale dell'UE invece è chiara, ed è quella dell'usuraio, di chi quando sei in difficoltà si mostra disponibile a "dare una mano", purché possa metterti una catena al collo e toglierti pian pianino tutto quello che hai.

 

Andrea Zhok

 

 
Un virus che salva PDF Stampa E-mail

8 Marzo 2020

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Da Rassegna di Arianna del 6-3-2020 (N.d.d.)

 

In soli due mesi l'emergenza coronavirus ha abbattuto drasticamente le emissioni di biossido di carbonio (CO2) e di biossido di azoto (NO2) in tutta la Cina. Considerando che si stima che solo in Cina l'inquinamento dell'aria sia responsabile di circa 1 milione di morti premature all'anno, ci troviamo di fronte a un evidente paradosso: molto probabilmente il coronavirus "salverà" molte più vite di quante non ne reclamerà.

 

Insomma, passata l'emergenza coronavirus sarebbe il caso di pensare alla vera emergenza della nostra epoca: la "normalità" di un sistema - quello produttivista e liberoscambista - che si regge in piedi solo al costo di distruggere le basi stesse della vita: l'aria, l'acqua, la terra. E che oggi, forse non a caso, viene messo in ginocchio proprio da un virus, cioè da uno di quegli organismi che vivono "ai margini della vita".

 

Thomas Fazi

 

 
Il principio di prossimitÓ PDF Stampa E-mail

7 Marzo 2020 

 

Da Rassegna di Arianna del 5-3-2020 (N.d.d.)

 

 […] Amare la propria patria, coltivare l’identità e le radici, tenere alla sovranità, riconoscere valore alla tradizione, non significa negare che in tutti noi ci sono radici plurime, esperienze varie, attraversamenti, sintesi e tutto il resto. Folle e impraticabile ogni rigida autarchia, ogni idea del patriottismo come tribù, etnia chiusa. Ma ciascuno di noi si riconosce in un’origine, come si riconosce in una paternità e una maternità. Può rielaborarla, ridiscuterla, vivere esperienze diverse, ma quel fondamento resta. E proprio in una società globale e spaesata come la nostra si avverte il bisogno di un luogo protettivo, comunitario, caldo ed evocatore. Non per negare il globale ma per darvi un solido contrappeso, per bilanciare il divenire con l’essere, la fuga con la radice. Non andrò più in fondo nel tema, a cui ho dedicato saggi. L’amor patrio è un bene, una virtù, non è una malattia, non è un crimine, non è un atto ostile verso nessuno. È senso comunitario, diritto/dovere civico ma anche amore per la storia e la memoria, per l’infanzia e il paesaggio, per la cultura e per l’arte, a partire da quella del tuo paese. E questo vale sempre, ma ancor più vale in epoca di globalizzazione. E non solo: vale ancor più nel tempo della pandemia, del contagio globale. È una forma di sicurezza, un rifugio affettivo non infettivo, comunitario non immunitario. La nostra umanità passa da quei legami naturali e culturali, civili e religiosi, territoriali e linguistici, come ci hanno detto fior d’autori, poeti e pensatori. Proteggere un’identità, una società, un’economia, seguendo il principio di prossimità, è un atto positivo, pensato a fin di bene.

 

Il dialogo tra ciechi finisce qui. Resta vivo il dialogo con chi ascolta, pensa, dubita. Ognuno ha bisogno di un luogo che sente come la sua casa, la sua patria, la sua origine. Non mi convincerà nessuno che quel delicato eppur intenso amore sia un male da sradicare o un virus da isolare.

 

Marcello Veneziani

 

 
Il taglio del numero dei parlamentari PDF Stampa E-mail

6 Marzo 2020

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Da Appelloalpopolo del 23-2-2020 (N.d.d.)

 

Vi hanno fatto credere che tagliando i fondi alla scuola sarebbe stata più efficiente. I tagli sono stati fatti e il livello dell’istruzione in Italia è peggiorato. Vi hanno fatto credere che tagliando i fondi alla sanità ci sarebbero stati meno sprechi e sarebbe diventata più efficiente. I tagli sono stati fatti, gli sprechi sono sempre là e il livello della sanità in Italia è peggiorato. Vi hanno venduto la storia che tagliando i diritti dei lavoratori l’economia italiana sarebbe uscita dalla crisi. I diritti dei lavoratori sono stati rasi al suolo, ma la crisi è sempre più profonda.

 

Ora ci dicono che tagliando il numero dei parlamentari risparmieremo e la rappresentatività democratica non ne risentirà, anzi è probabile che aumenti. Volete bervi la stessa storia un’altra volta?

 

Nicola Violetta

 

 
Abbiamo giÓ un microchip sottopelle PDF Stampa E-mail

 

5 Marzo 2020

 

Da Comedonchisciotte dell’1-3-2020 (N.d.d.)

 

Ogni tot mesi esce un articolo che tratta l’argomento del microchip sottocutaneo.

Tra complottismi vari e debunkers, possiamo trovare in rete varie opinioni, spesso contrastanti tra di loro. Ma fermiamoci un attimo a riflettere: il microchip sottopelle lo abbiamo già, si chiama “smartphone”. Il telefono intelligente ha tutte le funzionalità di un microchip sottocutaneo di prima generazione.

– GPS: sa esattamente dove ci troviamo. – Telecamera fronte/retro: non ha importanza come lo poggi sul tavolo, l’occhio della fotocamera vede sempre l’ambiente circostante. – Microfono: intercettazione ambientale. – Impronta digitale. – Riconoscimento facciale / retina. – Accelerometro, giroscopio, magnetometro, sensore fotoelettrico, sensore laser di profondità, sensore ad effetto Hall, sensore di prossimità, barometro, cardiofrequenzimetro, ecc. ecc. ecc.

Lo portiamo addosso volontariamente, nessuno ci obbliga a farlo. La batteria non è removibile, quindi lo smartphone non può essere spento del tutto in maniera autonoma, oltre al fatto che ci portiamo dietro una mini-bomba. Possiamo effettuare pagamenti cashless (in tanti stanno spingendo sempre di più verso questa direzione). Inoltre il ventaglio di funzionalità aggiuntive è davvero vasto, il vostro smartphone può dialogare via etere con qualsiasi altro dispositivo (frigorifero, forno, allarme di casa, ecc…). Tutta la vostra vita è racchiusa dentro il cellulare (messaggi, foto, video, ecc.) e chiunque abbia accesso a questi dati ha un “potere” nei vostri confronti che neanche immaginate. Attualmente lo smartphone offre un livello molto alto di controllo delle masse… ed il microchip sottopelle? Non c’è fretta, si può tranquillamente aspettare. Buona vita

Tommesh

 

 
Parla il coronavirus PDF Stampa E-mail

4 Marzo 2020

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Da Rassegna di Arianna dell’1-3-2020 (N.d.d.)

 

<<Vista la recente campagna di diffamazione nei miei confronti ritengo mio dovere precisare che:

 

- non è colpa mia se per mettere insieme pranzo e cena oggi avete bisogno in tempo reale di pesce giapponese, anacardi amazzonici e papaya malese; - non è colpa mia se per muovervi, scrivere e comunicare tra di voi avete bisogno imperativo di ferodi del Wisconsin, microchip taiwanesi e terre rare congolesi; - non è colpa mia se per 'ottimizzare i costi' fate transumare i lavoratori in tutte le direzioni e in giro per il mondo come bestiame nomadico; - non è colpa mia se avete tagliato il tagliabile nel sistema della sanità pubblica, tenendolo sempre sull'orlo di una crisi di nervi, perché tanto 'la sanità pubblica è per i morti di fame che non si possono permettere la sanità privata'; - non è colpa mia se avete disciolto nell'acido le comunità politiche e le loro capacità di intervento, facendovi governare da intrattenitori con l'orizzonte prospettico di una settimana; - e infine non è colpa mia se non siete capaci di stare fermi qualche giorno senza l'angosciosa sensazione che se smetteste di vorticare come trottole non sapreste che ci state a fare al mondo.

 

Smettetela di prendervela con me. La mia unica colpa è di esistere senza aver chiesto il permesso all'ufficio contabilità>>.

 

Andrea Zhok

 

 
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