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Moneta buona scaccia la cattiva PDF Stampa E-mail

13 ottobre 2007

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La vera Italia è fatta da gente come Pierluigi Paoletti. E’ uno degli animatori del sito Centrofondi e del brulicante mondo di quei meravigliosi sognatori che vorrebbero riportare uno dei pilastri della vita civile, la moneta, sotto la sovranità dei cittadini. Togliendola a quell’organizzazione di stampo mafioso che sono le banche. Lui e quelli come lui sono il futuro.
Il passato sono i soliti noti. Il passato è l’intervista in ginocchio di ieri che il sempre libero e obbiettivo Corriere della Sera ha offerto a San Walter Veltroni, protettore della nutella partitocratica. A proposito: domani ci sono le primarie del Partito (Anti) Democratico. Condoglianze.
PS. Oggi c’è anche la manifestazione su sicurezza, tasse, legalità, bacco, tabacco e venere di Alleanza Nazionale. Un modo per “mobilitare il nostro mondo in un momento di crisi della politica”, ha detto l’ex ministro Gasparri, quello della legge scritta da Mediaset. Povera destra: rincorre le piazze col fiato corto di una storia appassita, spenta e corrotta. Doppie condoglianze. (a.m.)

I Buoni Locali di Solidarietà
Tutti ci stiamo accorgendo come la nostra economia, al di là dei proclami dei mass media, si stia velocemente sgretolando. Il potere di acquisto delle famiglie viene eroso continuamente. Le  imprese non possono esportare a causa dell’eccessiva forza dell’euro e non riescono più a competere con aziende che delocalizzano in Oriente utilizzando forza lavoro a costo pari ad un decimo del nostro, con il risultato di un aumento della disoccupazione e la precarizzazione del lavoro. I costi del debito pubblico sono diventati talmente alti che assorbono parti sempre più sostanziose del nostro reddito e richiedono sempre maggiori tasse.
A questo punto si impone una scelta: o seguiamo come i topi del pifferaio magico chi ci ha portato a questo punto e ci condurrà al disastro economico e sociale, oppure ci tiriamo su le maniche e facciamo da soli, come del resto tante altre volte è accaduto nel nostro passato.
La risposta è quella di far rinascere le economie locali attraverso l’utilizzo dei Buoni Locali di Solidarietà.
Il Buono Locale non è altro che uno strumento che ci permette di evitare che la ricchezza sia portata lontano dal luogo che l’ha prodotta, come avviene invece quando andiamo a fare la spesa alla grande distribuzione (magari di una multinazionale estera che succhia la ricchezza che noi tutti produciamo e la investe in paesi lontani), con la conseguenza che le nostre comunità impoveriscono sempre di più. La stessa cosa avviene anche con le banche che prestando denaro con interessi, richiedono sempre più di quanto hanno dato, e per questo anche loro contribuiscono pesantemente al degrado economico delle nostre realtà.
Con il Buono Locale di Solidarietà si crea un patto fra consumatori, imprenditori, commercianti e agricoltori, e circolando solo all’interno di un territorio circoscritto fa sì che la ricchezza rimanga e venga reinvestita là dove è stata prodotta. Ha un rapporto di parità con l’euro, non è convertibile e viene speso in una piccola percentuale insieme alla moneta ufficiale. In pratica i consumatori, utilizzando il buono, vedono aumentato il loro potere di acquisto. E quindi privilegeranno le produzioni locali e la piccola distribuzione, e i commercianti potranno a loro volta riutilizzare i buoni ricevuti nel circuito e con i loro fornitori.
Per rendere ancora più convenienti i prodotti locali, si sta lavorando anche alla riduzione delle filiere produttive, che con i molteplici passaggi fanno costare ad esempio gli ortaggi e la frutta da 10 a 20 volte il prezzo pagato al produttore. Agricoltura e artigianato ovviamente sono le nostre priorità, ma non facciamo settarismi e aiutiamo comunque anche tutti i prodotti venduti dalla piccola distribuzione, organizzando i piccoli esercizi in gruppi di acquisto per avere sui produttori maggiore potere e spuntare prezzi migliori.
I Buoni Locali di Solidarietà verranno distribuiti gratuitamente dall’associazione che gestisce il progetto e si potranno ottenere attraverso comportamenti virtuosi: dalla raccolta differenziata, all’assistenza agli anziani o ai bambini a molte altre cose che normalmente vengono dimenticate per mancanza di risorse. Gli sviluppi sia in campo commerciale che sociale hanno potenzialità infinite e permetteranno di aumentare sensibilmente la qualità della vita economica e di relazione delle persone.
Ci sono già degli esempi di Buoni Locali di Solidarietà come Economa, che dal 2005 lavora ad Acilia, o lo SCEC (acronimo di SConto chE Cammina) e i risultati sono molto incoraggianti. Tanto è vero che ad oggi circa 21 città stanno lavorando a progetti simili, con l’intento di smerciare le eccedenze produttive fra le realtà che adotteranno lo stesso meccanismo, ognuno pagando in percentuale con i Buoni Locali della propria città.
Risanando le economie locali, si risana tutta l’economia nazionale.

Pierluigi Paoletti www.centrofondi.it

Commenti
NuovoCerca
lukaroma70@yahoo.it
epifaniog (Registered) 14-10-2007 18:45

La proposta interessante, certo se fosse accompagnata da una svalutazione dell'euro, che viene tenuto artificiosamente forte rispetto al dollaro sarebbe ancora meglio...
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