Giullari

10 ottobre 2007

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Ricordate il giochino della Settimana Enigmistica? Quello dov’erano raffigurate due vignette all’apparenza identiche e vi veniva chiesto di individuare le dieci piccole differenze?
Ecco, vi invitiamo a ripetere lo stesso gioco con i governi Prodi e Berlusconi. Di più: vestiamo i panni da mago e azzardiamo una previsione anche per il futuro, immaginandoci quali sostanziali differenze potranno esistere tra un Veltroni e un… Casini?
In tutti i casi la risposta è facile: nessuna.
Certo, per arrivare a questo risultato occorre fare piazza pulita di tutta la ridda di chiacchiere, dichiarazioni, smentite, frasi a effetto, retroscena e proclami volti a farci credere che a fronteggiarsi siano due diverse concezioni dell’esistenza (quando altro non sono che due diversi gruppi di potere che vogliono tagliarsi la fetta più grossa della torta). Togliete tutta l’aria fritta e considerate i fatti. I fatti: questa parola ormai dimenticata e priva di significato, per i media di regime.
Forse la politica estera italiana è meno supina di fronte agli interessi americani? E’ vero, Prodi non abbraccia fraternamente Bush chiamandolo con orgoglio “carissimo George”. Ma questo non gli impedisce di combattere al suo fianco la sporca guerra afgana.
Forse le politiche neo-liberiste sono state abbandonate dalla sedicente coalizione di sinistra? Diciamo che si è preferito, per pudore, chiamarle con un altro nome.
Forse gli interessi dei lavoratori sono maggiormente tutelati dagli ex seguaci di Marx? Al massimo quelli di coloro che fanno parte delle corporazioni e lobby amiche.
Qualcuno ci sa dire cosa ha fatto o sta facendo questo governo per arginare lo strapotere mediatico di Berlusconi, una volta dipinto – giustamente – come incompatibile con un Paese libero e democratico? Ve lo diciamo noi: ha inserito nella Finanziaria una norma che sposta in là di quattro anni, dal 2008 al 2012, il trasloco di Rete 4 sul satellite, concedendo di fatto a Mediaset di salvaguardare questa parte del suo patrimonio in spregio alla legge italiana e alle sentenze della magistratura.
Qualcuno lo chiama inciucio. No, non lo è. L’inciucio presuppone che esistano due parti contrapposte che poi trovano un accordo. Queste invece sono tutte schierate fin dall’inizio sul medesimo fronte, quello funzionale agli interessi e ai poteri ai quali sono asservite. Politicanti che fungono da specchietto per le allodole, fingendo di accapigliarsi fra loro e inscenando la farsa della destra e della sinistra. Giullari, ma che non fanno ridere.

Andrea Marcon

Commenti
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antonello.molella@anarca.net
Molella (Registered) 11-10-2007 13:01

Il livello di compromissione della classe politica cos alto che se non si spalleggiassero a vicenda, non riuscirebbero pi a sopravvivere. Tutto tornato alla regola del do ut des, con la differenza che il sistema limitato a loro e non riguarda pi noi.
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