La Quarta Rivoluzione Industriale non sarÓ civiltÓ

13 Dicembre 2020

 Nota dell'Autore: continua la serie di articoli inerenti il covid connesso alla crisi di civiltà. Il 5 dicembre ("L'angosciante rapporto Censis") ci eravamo lasciati con la domanda: "quali soluzioni? che fare? ". Proveremo a dare risposte non facili a quesiti che dir complessi è eufemismo.

È chiaro che prima o poi, vaccino efficace o meno (anche se non sarà efficace, lo faranno passare come tale) Sars Cov 2 o se ne andrà o si ridurrà a uno dei tanti ceppi influenzali che non destano preoccupazioni per la salute. In giro anche sin troppi pensano che si tratti di un intervallo e gradualmente tutto ritornerà come prima. I fautori di questa scuola di pensiero riceveranno una batosta solenne e una delusione atroce: è impossibile tornare alla normalità prima della crisi in quanto la "normalità" stessa era la crisi e i Poteri Forti, le élite, coloro che detengono a livello sovranazionale il Potere ne erano e ne sono consapevoli.

Quando Papa Bergoglio, con un edulcorato giro di parole, fa capire che il mondo pre-covid faceva schifo, dice la pura verità. Il mondo pre-epidemico era un modello insostenibile sotto ogni punto di vista (finanziario, economico, ambientale, sociale, etico, demografico, ecc.) e cosa ancor più grave era il colpo di coda, il rimbalzo del gatto morto, di un modello defunto con la grande crisi del 2008-9 e riportato in vita artificialmente con giochi e giochini di altissima finanza, immettendo nel Sistema un "doping " immenso di liquidità virtuale tanto da drogarlo sino al limite. Bastava un soffio per mandare tutto all' aria e un virus mediamente pericoloso lo ha fatto. Se non fosse stato il virus, ci avrebbe pensato un'altra forzante o variante: i segni, dallo scorso anno, c' erano tutti. O un crollo spettacolare dei Mercati o un 2008 all' ennesima potenza o una grande guerra o quant' altro. Anche senza coronavirus, insomma, non saremmo durati ancora a lungo in quella condizione.

Esaurita la premessa, che fare? Quali rimedi per una nuova civiltà e un nuovo modello economico e sociale? L' onestà intellettuale ci spinge a dire che attualmente, dicembre 2020, non esistono purtroppo alternative credibili o fattibili.

Tutte le alternative o le "terze vie" passando per le più classiche come il comunismo, il socialismo, l'economia mista e via via parlando (nominarle tutte sarebbe lungo) sono state provate e si son risolte in un fallimento. Altro non poteva essere in quanto si tratta delle varie facce d' un grande prisma e il nome del prisma si chiama Modernità. Per superare l'impasse bisognerebbe abbandonare il prisma ossia la Modernità con tutti gli annessi e connessi. Vi è chi parla di "decrescita felice": diffidare. Prima di tutto andrebbe chiamata "infelice" e non felice e in secondo luogo è inapplicabile ad un Pianeta la cui popolazione ha toccato i sette miliardi e ottocento milioni circa di abitanti. Applicare i mantra decrescisti significherebbe condannare qualche miliardo di abitanti a essere spazzato via o a farlo morire di inedia. Coloro che detengono il vero Potere -a livello transnazionale-hanno deciso e tutto va in questa direzione (programma Next Generation EU, Agenda 2030 ONU, Quarta Rivoluzione Industriale che porterà alla Disruption) di scavalcare la crisi con un balzo in avanti puntando tutte le carte, le "fiches", sulla tecnologia, la robotica, l'intelligenza artificiale e una riconversione ad una economia verde, tra l'altro ancora una volta andando in confusione totale sui verbi "inquinare" e "devastare l' ambiente" e "modificare il clima". L' economia "green" sarà fuffa, perché l'ambiente verrà lo stesso devastato dalla fame di litio, silicio, terre rare, impianti energetici e infrastrutture futuristiche. Gli ottocento milioni di posti di lavoro a rischio con la Disruption (Rapporto di Mc Kinsley consultant, non della Banda Bassotti, tanto per intenderci...) verranno compensati con sussidi di cittadinanza universale, non troppo generosi, ma generosi al minimo sindacale per permettere di non morire e di continuare a usufruire dei servizi sempre più massicci dei colossi digitali. E sarà una economia polarizzata: la distanza tra manager e tecnici e lavoratori e gente comune sarà ancor più estesa rispetto ad oggi.

Punteranno quindi su questa Postmodernità supertecnologica che alla fine si rivelerà anche essa insostenibile sia per l'ambiente e sia per gli umani, in quanto l'essere umano, strutturalmente e ontologicamente meno veloce della tecnologia, verrà fagocitato da essa. Qualcuno si illuderà col transumanesimo e cercherà in esso la salvezza ma anche qui delusione: se vi sarà transumanesimo, ne beneficerà una oligarchia elitaria, non di certo il signor Rossi Mario e difficilmente il signor Rossi Mario accompagnerà Elon Musk su Marte o Jeff Bezos sulla Luna, ammesso e non concesso che riescano a "terraformarle" (e qualcosa mi dice che questi si son visti troppi film di fantascienza). La Postmodernità prossima ventura è un progetto troppo ambizioso e fantastico anche per l'intelletto e il genio umano e credo che riuscirà a metà, non per intero e ad un prezzo veramente pesante. Chiederete voi: insomma, allora che fare?

Attualmente purtroppo la risposta, per quanto riguarda nuove teorie economiche e sociali è: nulla! La sola azione ribelle è quella, nello sfasciume generale, di restare umani e di conservare dentro di noi tutti quei valori prepolitici, prereligiosi e preideologici che sono insiti nell' Uomo quali dignità, onestà, coraggio, accettazione dei propri limiti, solidarietà, senso della famiglia e della comunità e ultimo ma non meno importante senso di spiritualità, che non necessariamente corrisponde a una religione specifica o rivelata. Citando Ernest Junger si deve "entrare nel bosco", laddove il bosco non è la selva fisica, alberata, ma secondo la definizione migliore trovata in Rete tra le spiegazioni della sua metafora "entrare in una condizione assoluta che renda l'Uomo cosciente e consapevole della sua Libertà, in modo da vincere dapprima all' interno di sé e quindi all' esterno gli inganni del mondo, afferrando poi il controllo supremo del singolo sulla sua coscienza e la supremazia sulla materia". Ispirandosi alle antiche figure medievali germaniche Junger riprese, per questa condizione, il termine "Die Waldganger", cioè "colui che passa alla selva, al bosco". Trovandosi in una selva interiore e non fisica, dove localizzeremo il Waldganger? Il Waldganger può essere dappertutto, agire dappertutto: in città, in campagna, negli uffici, nelle aziende, dappertutto: dove qualcuno ha "passato la linea", là si trova il "Waldganger". E state sicuri che due Waldganger sapranno riconoscersi tra loro.

I cambiamenti epocali e i grandi pericoli insiti in essi di cui si accennava prima, non si possono compiere in un mese: tant' è che le agende parlano del 2030, serve tempo, serve un decennio. Vi è tutto il tempo quindi di vedere in che direzione precisa si andrà a parare e in base al succedere e all' alternarsi degli eventi e alla loro esponenzialità o meno, organizzarsi o sviluppare un pensiero alternativo. Oggi, in una fase di "interregno" gramsciano tra vecchio e nuovo (cfr.Gramsci, Quaderni dal Carcere, in un articolo precedente) è impossibile sviluppare una alternativa.  Per farlo, è necessario che la Quarta Rivoluzione Industriale, che è l'ultima ed extrema ratio della Modernità assoluta, trascini e distrugga con sé gli ultimi indeboliti elementi della civiltà morente e solo allora si avrà un quadro infinitamente più tragico ma anche molto più preciso. Perché vedete, la Quarta Rivoluzione Industriale non sarà una divinità invincibile: intanto perché i suoi elementi saranno materia ed energia e non civiltà e poi proprio in quanto non sarà essa stessa civiltà e dunque guidata da una civiltà, contrappesata da una civiltà, governata da una civiltà, finirà per sfuggire di mano ai suoi creatori e a chi ingenuo ne resterà nella scia. Sarà come lanciare una passerella sul vuoto d'un precipizio: al primo peso, le assi crolleranno e si finirà nell' abisso. Sino ad allora, calma e gesso, niente mosse avventate, ma osservazione, pensiero, conservazione di tutto ciò che è buono e deve essere salvato e tramandato. Sino ad allora, si deve stare tra il fitto fogliame del bosco ed essere invisibili agli altri ma visibili a noi stessi.

Restiamo uniti, restiamo umani, restiamo in contatto: ogni nuovo lettore di tutti i blog simili a questo, a prescindere da come la pensino, siano i benvenuti.

Simone Torresani

Commenti
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force@victoryproject.net
lorenzo (Registered) 14-12-2020 08:08

Le previsioni di pandemie, inclusa quella di una particolarmente forte, che risalgono al precovid, e delle quali saremmmo in attesa;
la politica internazionale pro-vax che vede schierato l'Oms, Gates e la grande comnicazione;
la politica della grande comunicazione proflessibilitÓ, proprecariato, prorobotica, proconsumi;
l'idea "fantascientifica" di urbanizzare Marte,
mi pare possano ben stare allineate a fare fronte unito ed educativo nei confronti del problema demografico.
Problema che, anche da schieramenti tutt'altro che modernisti, Ŕ posto come il nr 1, ben superiore di quello ambientale.

Dunque una politica globalista %u2013 effettivamente il solo soggetto, in quanto a forza, che potrebbe attuarla %u2013 dedicata alla riduzione della popolazione Ŕ in atto.

Non so che stime un eventuale nuovo Club di Roma abbia fatto, dunque non so a che punto ritengano coperta da ninfee la superficie del lago.
Dalle politiche suddette, dal decidere di farsi boia di fasce di umanitÓ, pare che siamo vicini alla metÓ.

La rivoluzione delle ninfee.
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